Economia

Fiat, nuova cassa integrazione a Pomigliano: “Avrà ricadute sull'indotto”

Il provvedimento, annunciato oggi dal Lingotto, prevede cig dal 23 dicembre al 6 gennaio. La Fim: "Il governo deve promuovere i consumi per rilanciare l'industria dell'auto"

Nuovo periodo di cassa integrazione guadagni per i lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano: la Fim chiede un intervento del governo. “Avrà ricadute anche sull'indotto”, spiega il coordinatore Raffaele Apetino, sottolineando che il ricorso alla cassa integrazione annunciato oggi dall'azienda (dal 23 dicembre al 6 gennaio prossimi), “si rende necessario per fronteggiare le criticità del mercato”. Secondo Apetino, inoltre, il nuovo periodo di Cig – che sarà in parte coperto utilizzando ferie e par residui – “rispecchia il difficile mercato dell'auto in Europa, ed in particolare dell'Italia, che vede la sua flessione fisiologica a chiusura di ogni anno solare”.

“Ma il fermo produttivo a Pomigliano – ha aggiunto il rappresentante Fim – avrà ripercussioni su quasi tutte le aziende collegate anche loro costrette allo stop”. Il segretario generale della Fim di Napoli, Giuseppe Terracciano, invita quindi il Governo ”a concentrarsi maggiormente nella individuazione di politiche strutturali che rilancino i consumi, incentivino la crescita, deliberando misure a sostegno del rilancio industriale promuovendo un progetto per automotive e per l'intero settore industriale”.

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