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Camera di Commercio: disoccupazione record a Napoli

In forte aumento il tasso di disoccupazione giovanile e le ore di cassa integrazione. Qualche segnale positivo arriva dai dati relativi alla natalità e mortalità delle imprese napoletane

Situazione difficile in città e nell'intera Campania. Niente ripresa economica secondo l'indagine congiunturale sullo stato dell'economia realizzata dalla Camera di Commercio partenopea. In caduta libera, infatti, i consumi delle famiglie. In flessione anche i livelli di produzione e di fatturato delle imprese napoletane. E' prevista una crescita del prodotto interno lordo per il 2011 dello 0,5% a fronte della media nazionale dell'1,3%. In forte aumento il tasso di disoccupazione giovanile ( tra i 15 e 24 anni nel 2010 è stata superata la soglia del 40%) e le ore di cassa integrazione.

Segnali positivi emergono, invece, dai dati relativi alla natalità e mortalità delle imprese napoletane. Nell'ultimo trimestre 2010 infatti, l'incremento di nuove imprese è dell'1 per cento (+0,3% a livello nazionale). I dati riguardanti i primi nove mesi dello scorso anno confermano che la voglia di fare impresa è ancora sostenuta, nonostante gli effetti negativi della crisi economica sul sistema produttivo locale. Il saldo tra natalità e mortalità torna ad essere positivo con una crescita di nuove imprese che si allinea, in termini percentuali, alla media nazionale.

Secondo il presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni, "la situazione che stanno vivendo le imprese, specie quelle piccole e medie, è a dir poco preoccupante. Ecco perché occorre al più presto varare un 'patto' tra le istituzioni territoriali, Comune, Provincia, Regione e Camera di Commercio, per innescare un meccanismo virtuoso di crescita. Serve uno scatto d'orgoglio da parte di tutti per proporre e realizzare un nuovo modello di sviluppo coordinato e vincente". L'indagine evidenzia che nel 2010 è in flessione anche il portafoglio ordini (-17,1%) con caduta dei livelli di produzione di 12,5 punti rispetto allo scorso anno e di fatturato del 10,4%. I trend rilevati nel 2010 dall'ente camerale partenopeo sono però il risultato di andamenti differenti tra i vari settori economici. Il comparto industriale infatti sembra aver risentito in misura maggiore delle ripercussioni della recessione rispetto al terziario, a causa della negatività molto accentuata segnata dal settore delle costruzioni.

I dati quantitativi sul fatturato suggeriscono, peraltro, un grado di criticità maggiore per le aziende non esportatrici (-22,7 % per aziende da 1 a 9 addetti), mentre le più avvantaggiate, pur in un contesto di difficoltà, risultano le imprese che svolgono abitualmente attività di export e con oltre 50 addetti (-1,7%). L'esportazione per le imprese napoletane fa registrare un record italiano che fa ben sperare per il 2011, con picchi nel terzo trimestre dell'anno scorso del 22% e largamente superiore alla media nazionale. Difficoltà evidenti anche nei dati quantitativi del fatturato delle imprese artigiane che segnano una variazione del -5,1% (non artigiane -2,4%). L'indagine congiunturale evidenzia inoltre che il turismo si contraddistingue per variazioni quantitative positive di investimenti (+2,5%) e fatturato (+2,3%) a fronte di un +3,3% di presenze. In aumento (+1%) l'occupazione nel commercio.

E segnali positivi arrivano anche dal mercato del credito. Crescono gli impieghi e i depositi bancari, mentre sono in diminuzione le procedure fallimentari. E rilevante è anche l'analisi sui rapporti tra la criminalità e lo sviluppo economico. Il business dell'illegalità diffusa è particolarmente intrecciato con gli interessi della criminalità organizzata che cura, sempre più, le forme di condizionamento dei rami dell'apparato pubblico. In particolare, il 63,3% degli imprenditori intervistati denuncia la presenza di una 'burocrazia illegale' e il fenomeno è particolarmente avvertito nel settore delle costruzioni e del turismo. Il 43,9% ritiene elevata l'incidenza della burocrazia della Pubblica amministrazione nel favorire i fenomeni di criminalità organizzata.

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