L'impatto del Coronavirus sul mercato immobiliare a Napoli

L'analisi

L’effetto domino dell’emergenza sanitaria ha colpito duramente tutti i settori economici e finanziari, e di certo quello immobiliare non è escluso dalla crisi oggi vigente. Nello specifico, la compravendita di immobili sembra aver risentito della crisi solo temporaneamente, atteso che ha tenuto abbastanza bene relativamente al numero di transazioni, anche se, secondo le opinioni di analisti ed esperti finanziari, non è escluso che la situazione possa peggiorare.

La situazione partenopea è di seguito analizzata dall’esperto del settore immobiliare, Dott. Efisio Falchi, titolare della storica agenzia Centrocasa Immobiliare, sita nel cuore del Vomero: “La nostra casa durante il lockdown è diventata un ufficio, una palestra, il centro, insomma, di tutte le nostre attività, assumendo particolare rilevanza gli spazi comuni, le superfici esterne e, soprattutto, la metratura dell’immobile. Dunque, le richieste oggi nel mercato sono orientate principalmente in base ai suddetti parametri, privilegiando, così, soluzioni che soddisfino le necessità oggi sopravvenute. 

La domanda di certo non manca, ma per favorire la crescita delle compravendite sarà doveroso adeguare i prezzi alle circostanze del mercato, senza però svalutare l’immobile. Ad oggi, i prezzi non hanno subito una grande variazione ed il calo vendite non è stato così vertiginoso come prospettato in primavera, tenuto conto che la casa di proprietà rappresenta sempre un investimento stabile e sicuro, nonostante il periodo di crisi. Ciò che è in forte calo, invece, è il mercato degli affitti, dovuto alla crisi, mancando il lavoro, e, conseguentemente, ai redditi.

In ultimo, la tipologia di immobile più presente nel mercato è il trilocale, anche se si registra un notevole aumento di bilocali, effetto da ricollegare alla pandemia in quanto è diminuita drasticamente la domanda per uso investimento e quindi tale tipologia risulta meno richiesta. Difatti, chi in passato ha investito acquistando bilocali con finalità turistiche, oggi si vede costretto nella maggior parte dei casi a dismettere il proprio investimento”.

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