Il COOU fa il suo esordio a EnergyMed

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

Confrontarsi con i visitatori sulle tematiche inerenti la gestione e il riciclo degli oli lubrificanti usati, sulla riduzione degli impatti ambientali e sull'utilizzo virtuoso dei rifiuti. Con questi obiettivi il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che coordina a livello nazionale la raccolta e il riciclo di questo rifiuto pericoloso, partecipa per la prima volta a EnergyMed, la Mostra Convegno sulle Fonti Rinnovabili e l'Efficienza Energetica, in programma dall'11 al 13 aprile a Napoli. "Recuperiamo l'olio usato, risparmiamo materia prima", è lo slogan scelto dal COOU, al cui stand (padiglione 5, numero 74-77) sarà possibile conoscere il ciclo di vita dell'olio usato e approfondire le pratiche adatte alla sua corretta gestione.

"Abbiamo deciso di essere presenti a questa rassegna, una vetrina importante per tutti i soggetti che, come noi, operano nel campo del riciclo, in particolar modo dei rifiuti speciali e pericolosi", spiega il direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del Consorzio, Antonio Mastrostefano. L'olio usato si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, nei mezzi agricoli, nelle automobili e nelle barche. Definito dalla legge "rifiuto pericoloso", se smaltito in modo improprio può essere estremamente dannoso per l'ambiente e per la salute: bastano 4 chili di olio lubrificante usato sversati in mare per inquinare una superficie d'acqua grande come sei piscine olimpiche. "In 29 anni di attività - prosegue Mastrostefano - il COOU ha raccolto circa 4,90 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato: se fossero state tutte disperse in mare, avrebbero inquinato 4.500.000 chilometri quadrati, l'equivalente di due volte il Mar Mediterraneo".

L'Italia, inoltre, destina oltre l'88% dell'olio usato raccolto al riciclo tramite rigenerazione, un dato che fa del nostro il Paese leader in Europa. Questo rifiuto può quindi essere rigenerato e tornare a nuova vita con le stesse caratteristiche del lubrificante nuovo: fino ad oggi la rigenerazione dell'olio lubrificante ha consentito un risparmio complessivo di quasi 3 miliardi di euro sulle importazioni di petrolio del nostro Paese. "Rigenerare l'olio usato - conclude Mastrostefano - consente di ridurre le importazioni di petrolio per la creazione di nuove basi lubrificanti. Pochi sanno che in Italia il 25% degli oli lubrificanti in commercio deriva da basi lubrificanti rigenerate. Con il nostro lavoro salviamo l'ambiente e al contempo aiutiamo il Paese a risparmiare nelle importazioni di petrolio".

Torna su
NapoliToday è in caricamento