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Il business dei casalesi: il denaro del racket reinvestito nel turismo

Il denaro che il clan dei Casalesi ricavava dalle estorsioni e dagli appalti illegali veniva reinvestito in strutture turistiche: alberghi, impianti sportivi e campeggi del litorale domizio

Era un vero e proprio business messo in piedi grazie al denaro estorto con il racket e ricavato dagli appalti illegali quello che è stato smantellato con i sequestri di ieri dai carabinieri.

I casalesi utilizzavano i proventi delle loro attività illecite per poi reinvestirlo in strutture turistiche quali: alberghi, impianti sportivi e campeggi del litorale domizio, ma anche un ristorante a due passi da piazza dei Martiri, la zona più elegante della città. Immobili e società appartengono in particolare a Ferdinando e Luigi Russo e a Loran John Perham, ritenuti amici e fiancheggiatori del killer Giuseppe Setola.

Questi beni sono stati sequestrati ieri dalla Dia, in esecuzione di un decreto di sequestro emesso dal gip Nicola Miraglia del Giudice su richiesta dei pm Giovanni Conzo, Catello Maresca, Alessandro Milita, Maria Cristina Ribera e Cesare Sirignano.

Il ristorante, attualmente in fase di ristrutturazione, è la "Locanda del Giullare" di via Cappella Vecchia e appartiene all'italo americano Loran John Perham, soprannominato Larry. Allo stesso Loran Perham è stato sequestrato il campeggio "International Camping" di Lago Patria da cui, la mattina dell'11 luglio 2008, un commando capeggiato da Giuseppe Setola partì per assassinare Raffaele Granata, titolare di uno stabilimento balneare e padre del sindaco di Calvizzano, che anni prima aveva denunciato un tentativo di estorsione.

Racconta il collaboratore di giustizia Oreste Spagnuolo: "La mattina dell'omicidio di Granata, Amatrudi Massimo, Di Raffaele Carlo, Letizia Giovanni, Gagliardi Giuseppe ed io ci recammo presso la masseria di Nando Russo al quale, dopo avergli comunicato quanto deciso da Setola, e cioé di uccidere il titolare del lido la Fiorente, gli chiedemmo di fornirci appoggio nel parcheggio di Lago Patria. Si trattava di un campeggio che noi già conoscevamo". La struttura, vicinissima allo stabilimento balenare della vittima predestinata, fu concessa: "Gagliardi e Amatrudi si erano allontanati per attendere il proprietario del lido; contemporaneamente Di Raffaele era intento con la sua Punto a controllare che non ci fossero forze dell'ordine nei pressi. Attendemmo la chiamata finché questa non giunse; arrivarono poi Amatrudi e gagliardi: parlammo all'interno di un bungalow che Larry ci fornì e qui Amatrudi e Gagliardi ci dissero che avevano aspettato invano il figlio del titolare del lido, ma che lì c'era solo il padre".


Anche la "Locanda del Giullare", secondo gli investigatori, potrebbe essere stata utilizzata dal gruppo di Setola cone luogo d'incontro. Il ristorante, rilevato dall'italo-americano nel 2006, ha infatti funzionato fino a pochi mesi fa.

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