Il Covid non ferma i sogni di due giovani influencer: aperti tre ristoranti in piena pandemia

Vincenzo Falcone e Gian Andrea Squadrilli puntano sui prodotti d’eccellenza con il format Golocious. La prima apertura in città a maggio in piazza Fuga, poi a Roma e di nuovo a Napoli a ottobre in via Cimarosa

In tempi di crisi da pandemia c’è chi sceglie di aprire tre attività di ristorazione. È la storia di due giovani food influencer, Vincenzo Falcone e Gian Andrea Squadrilli, che dopo aver inaugurato il loro progetto a dicembre dello scorso anno a Sorrento, hanno deciso di non fermarsi: «Avevamo già programmato di aprire e non vogliamo assolutamente fermare il progetto, gli investimenti già erano stati fatti. Tenevamo molto anche a dare un segnale forte al settore della ristorazione che è tra quelli più colpiti. Il Covid non spegnerà il nostro sogno».

Il primo test importante è stato a Napoli (in piazza Fuga), quando inaugurarono il ristorante Golocious il primo giorno della Fase 2 a maggio, seguito da una apertura a Roma (in viale Isacco Newton, 68) a ottobre e una seconda a Napoli in via Cimarosa 144. A proseguire nell’espansione in tutta Italia della loro impresa nonostante le incertezze c’è in programma Milano nel 2021. 

Un gesto coraggioso ma ponderato, una sfida partita con l’asporto e il delivery replicando un modello già funzionato con la prima apertura in lockdown. «Vediamo questo periodo come un’opportunità di farci conoscere sfruttando a pieno le nuove tecnologie con le app e la potenza dei social network per entrare nelle case di chi non ci conosce» raccontano.

Il progetto è volto a esportare in tutta Italia una nuova visione del food porn americano, che si distacca dal junk food per evolversi in prodotto d’eccellenza, frutto di costante ricerca delle materie prime e di studi sull’estetica. Per farlo hanno unito le loro esperienze nella ristorazione e nella comunicazione per dar vita al brand Golocious con la mission di far godere occhi, palato e stomaco. Come insegna c’è una bocca sorridente.

Ogni locale ha il suo format. Quello a Roma così come il primo di Napoli puntano forte su burger, carne e vino. Questa nuova apertura partenopea punta su pizza e cucina. Una pizza contemporanea che guarda alla tradizione ma strizza l’occhio all’emozione del food porn. Così come la Margherita, la Marinara e la Cosacca, troviamo anche la Nerano con crema di zucchine, la Rotolo con crocchè, fonduta di noci e bacon croccante, la Food Porn con spalla di maiale sfilacciato cotto a bassa temperatura, patate al forno, bacon croccante e fonduta di ceddar, la Crispy con salsiccia di suino locale, patate dolci americane e salsa crispy. Tutte calibrate tra estetica e gusto, anche gluten free. 

La cucina è una rivisitazione in chiave food porn della trattoria tradizionale italiana. Ad esempio un piatto classico come la Genovese, viene realizzato con fonduta di pecorino e chips di Grana, la Gricia di baccalà, il pesto di pistacchi è arricchito da gambero crudo con datterini gialli e rossi. Tra i fritti spiccano il pacchero di Gragnano ripieno di ricotta, mortadella e pistacchio, e la croquetas di jamon con besciamella e prosciutto. 

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