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60% in più sulla Tarsu: cittadini disperati in rivolta gridano "vergogna"

Stamattina il MIS con Rauti, l'Associazione Vento del Sud, il Comitato Popolare Anti – Tarsu hanno gridato il loro dissenso sotto al palazzo del Comune. La tassa aumenta mentre le campagne continuano a bruciare e il problema rifiuti è lungi dall'essere risolto

Le campagne dell’interland continuano a bruciare quotidianamente, come documentano le tante associazioni organizzate sui territori, il problema spazzatura non è certo scomparso, ma ecco che il Comune applica Il DPR del 27 aprile 99 n.158, che prevede per il pagamento della tassa sui rifiuti solidi urbani il passaggio da Tarsu a Tariffa.

Con questo passaggio il pagamento totale dei rifiuti diventa a carico dell'utente, ma secondo la riforma, indetta dal governo Prodi nel '99, andava cambiato anche il tipo di calcolo, sulla base, appunto degli effettivi consumi pro capite, e invece il calcolo del consumo è rimasto uguale e alle famiglie va come regalo il  60% in più sulla tassa dei rifiuti solidi urbani, in un periodo di crisi profonda e dopo quindici anni di Munnezzopoli.

Sotto palazzo San Giacomo non erano in molti, una decina di persone e due ragazzi con striscioni, volantini e un megafono. Una signora seduta su una panchina racconta la sua rabbia: “Ho provato anche a chiamare il Comune, mi hanno detto che non c’è nulla da fare, i soldi non ci sono, ne hanno spesi troppi e quindi adesso li vogliono indietro. Dopo quindici anni di munnezzopoli con l’emergenza sempre in agguato, quest’aumento della Tarsu servirà solo a complicare ancora di più  la vita di noi  pensionati e dei lavoratori dipendenti,ecco a cosa servirà, io sono disperata, fino all’ultima rata non pagherò, VERGOGNA!”.

Il prossimo incontro avverrà il 31 ottobre, questa volta organizzato dalla Federconsumatori, in ogni caso le associazioni non hanno intenzione di fermarsi e andranno avanti fino a che non verrà ripristinato il pagamento in base ai criteri previsti dalla normativa vigente.
 
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