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(De Angelis e il maestro Renzetti)

(De Angelis e il maestro Renzetti)

Edoardo De Angelis: “La mia Tosca avrà dalle suggestioni irripetibili che non rivedremo”

Il regista campano si confronta per la prima volta con la lirica, al Teatro San Carlo, firmando la regia del melodramma Pucciniano con un allestimento sospeso nel tempo con le scene create da Mimmo Paladino

“E’ stato un richiamo così forte che non ho avuto un attimo di esitazioni e solo dopo mi sarei preoccupato di come avrei allestito Tosca”: con questo entusiasmo il regista Edoardo De Angelis racconta il suo esordio nel mondo della lirica con uno dei capolavori di Giacomo Puccini, che dal 22 al 29 gennaio sarà al Teatro di San Carlo aprendo il 2020 operistico.

Vincitore del David di Donatello per la sceneggiatura di Indivisibili, apprezzato per il suo Il Vizio della Speranza e adesso impegnato nella produzione della serie di Amazon Prime su Diego Armando Maradona, De Angelis si avvicina con onestà al mondo a lui sconosciuto della lirica per mettere in scena i tre atti l’universo tragico di Floria Tosca, interpretata dalla soprano Carmen Giannattasio che si alternerà con Monica Zanettin.

Suo complice l’artista Mimmo Paladino che ha creato le scene di quest’ultima produzione del San Carlo. Proprio Mimmo Paladino ha proposto il regista campano per curare la regia di questa versione della Tosca: “I tratti distintivi del suo cinema mi sono sembrati adatti anche se c'era un grande rischio che non fosse nelle sue corde ma è stato molto stimolante lavorare gomito a gomito con Edoardo perché ha molta curiosità nel conoscere e approcciarsi a qualcosa di nuovo. Anzi, continuerei a lavorarci per altri due mesi su Tosca grazie al clima di grande sperimentazione che c’è”.

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De Angelis e Paladino hanno iniziato a lavorare da maggio su questa versione della Tosca, tanto che già sono circolate le prime indiscrezioni sulla scelta di un allestimento che potrebbe sembrare astratto, quasi atemporale per mettere al centro i sentimenti che la musica di Giacomo Puccini evoca- Questo elemento rende la versione forse più vicina all’ottica pucciniana in quanto il musicista compose il melodramma mettendo in secondo piano l'ideologia e la connotazione storica della vicenda tratta dall’omonimo dramma teatrale di Victorien Sardou e che lo stesso Puccini adorò vedendola interpretata da Sarah Bernhardt.

Partendo da questa suggestione il regista e l’artista sono partiti per un’operazione di trasfigurazione. “Puccini da uomo intelligente quale era attratto anche dalle nuove sperimentazioni aveva intuito che qualcosa nell’arte doveva necessariamente cambiare e per questo Tosca è un’opera che non ha tempo. La musica dice tutto: c’è l’alba, c’è la speranza di Tosca, c’è il dolore dell’orchestra. Io ho cercato di eliminare la mia cifra artistica e ho lavorato sull’immagine per provocare delle sensazioni per riafferrare il valore eterno di musicisti come Puccini” dice Mimmo Paladino.

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Per Edoardo De Angelis questa è stata un’avventura che gli ha fatto scoprire la lirica: “La scoperta più sorprendete sta nella ripetizione della poesia. Noi siamo fatti in buona parte di acqua, il resto è melodramma. Un altro aspetto che mi ha sorpreso è il rapporto il mio rapporto con il direttore d'orchestra, Donato Renzetti, che è il mio capo e dalle sue prove ho cercato di imparare, capendo come la drammaturgia e l'azione passasse attraverso la musica”.

Per il maestro Donato Renzetti Tosca va eseguita muovendosi nel rispetto totale della musica senza essere contaminata dai vari stili restituendo Tosca nella sua essenza: “Si è detto tutto sulla Tosca con tante incrostazioni di stile. Ho diretto tante Tosche, anche moderne che a volte ho poco apprezzato a causa degli stravolgimenti ma Edoardo De Angelis ha realizzato un qualcosa di nuovo pur restando completamente tradizionale con immagini irripetibili che non si vedranno più. La Tosca è come se fosse futurista anche se è meno vicina all’ammirazione che Puccini aveva in Stravinskij che manifesta, invece, in Turandot. Puccini è immediato per questo irripetibile”.

Pur essendo una trasposizione che apparentemente potrebbe essere sospesa nel tempo i luoghi di Tosca sono tutti riconoscibili e nella visione di De Angelis si evince ancora di più il fatto che lei sia una self made woman. “Questa è una storia di tanti anni fa, di un luogo lontano e capitale come Roma. Questa storia accade oggi in una periferia che è il centro della terra” racconta De Angelis e continua: "Ci stiamo attenendo alla Tosca di Puccini ma è stato interessante leggere Sardou. Per questo motivo ogni segno sul volto può rivelare qualcosa senza bisogno di preamboli. I segni di ogni tipo da una ruga a un gesto concorrono all'interpretazione anche se non sono visibili al pubblico ma concorrono nella postura o nell'interazione tra i cantanti e anche nel modo di cantare". Questa scelta è stata condivisa dalla soprano Carmen Giannattasio aiutandola ancora di più a entrare nel personaggio di Floria Tosca: “Anche ciò che non è visibile è stato fondamentale per stare in scena. Mi sento davvero onorata di far parte di questo allestimento. In questa produzione ciò che conta sono i sentimenti che vengono fuori e che sono sempre gli stessi. Su questo stiamo lavorando”.

Per il Teatro di San Carlo la Tosca è una produzione molto voluta anche perché Mimmo Paladino dona una sua opera al Massimo napoletano oltre a segnare il debutto di De Angelis che per la sovrintendente Rosanna Purchia è speciale: “Il clima che si respira in sala prove è di creazione. È raro vedere artisti di grande livello confrontarsi con tale apertura”. La sovrintendente Purchia approfitta anche per rispondere alle polemiche animaliste che in questi giorni sono circolate sui social riguardo l’eventuale utilizzo di pellicce e la presenza in scena di un cane: “Ci piace il confronto sui social ma ci piace anche quando le persone scrivono sapendone di più. Garantisco che sarà una Tosca rispettosa che guarda al futuro avvicinandosi con sensibilità e tenendo conto dei problemi che circolano nel mondo”.

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