Cultura

Fabrizio De Andrè e il diritto di somigliare a se stessi

Spettacolo sul grande Faber sabato 21 agosto, alle ore 21.00, presso il Cortile del Maschio Angioino

unnamed (2)-4Un percorso tracciato da una famiglia borghese è stato il primo ostacolo non facile da superare per il giovane De André . Anche la scuola con i suoi schemi risulta un ostacolo, reso maggiormente scomodo da un fratello che raggiungeva sempre ottimi risultati. Gli anni dell’Università vengono segnati dall’abuso di alcool per l’insofferenza verso quel periodo di vita. Incontra la musica, lascia l’Università a 6 esami dalla laurea. Sono anni di cambiamento sociale, anni pieni di senso, e la canzone di Tenco, Bindi e Paoli e De Andé, lo dimostra. Vive una vita sregolata, al suo fianco un amico che lo ha sempre incoraggiato, Paolo Villaggio. Quella di Faber, così chiamato proprio dall’amico Villaggio, una sorta di acronimo che gli rimarrà per sempre, è una personalità complessa, così come emerge da varie testimonianze : allegro, divertente, simpatico, ironico, coraggioso, intellettualmente onesto, raffinato, con tante luci ed ombre, fragilità e demoni.

Raramente sviluppa temi autobiografici, ma temi universali con problematiche che reggono e vengono capite col tempo e nel tempo. L’emergenza immigrazioni, gli emarginati, gli ultimi, i diversi, la guerra, la politica, la storia degli indiani, le etnie zingare, la morte, ma anche la dimensione esistenziale sono stati gli elementi base della sua arte poetica. Si è ispirato a Edgard Lee Masters e a George Brassenses, il suo maestro e il suo mito. De André, vate del suo tempo, si è avvalso di molte collaborazioni, per raccontare la vita in direzione ostinata e contraria. Accade che una cantante – autrice, Anna Maria Bozza, e un attore – regista, Francescoantonio Nappi, si incontrano sulle tematiche di De André, e dopo un’accurata ricerca tra Album, Storie, Interviste, Concerti, si sviluppa la genesi di “Sia nel Giusto Sia nel Torto” con un prima stesura elaborata in meno di 24 ore, la Produzione Gabbianella Club se ne prende cura e la Fondazione Fabrizio De André concede il Patrocinio Morale. Quattro attori scelti in maniera accurata dal regista : Roberta Astuti, Roberta Frascati, Marco Serra, Antonio Torino si fanno interpreti delle tematiche care a De André e lo fanno in “In via del tempo” dove prenotano una sedia, e grazie ad una sorta di quarta parete si raccontano liberamente. Solo quattro sedie, per quattro vicende umane che danno spontaneamente vita ad alcune sfumature musicali magistralmente scelte da Anna Maria Bozza.

E la poesia…non poteva non essere presente, la scopriremo insieme nella serata d’esordio dello spettacolo, sabato 21 agosto, alle ore 21.00, presso il Cortile del Maschio Angioino. L’intento degli autori nel portare in scena “Sia nel Giusto Sia nel Torto” (trascritto 3 volte ) nasce dal desiderio di far comprendere quanto inutili siano le catalogazioni in quanto ogni storia umana appartiene al racconto della vita in quanto tale. Forse c’è anche un altro ambizioso desiderio quello di riuscire a far riflettere sull’essere umano in quanto “umano” indipendentemente da schemi precostituiti, ma con cognizione di circostanza, sicché “ si può finire per trovare poco merito nel giusto e ben poca colpa nel torto”.

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