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Fuje, nuovo album di Simona Boo: "La mia voce contro razzismo e ignoranza"

Di madre pugliese e padre nigeriano, la cantante è stata adottata da una famiglia di Napoli: "Ma i pregiudizi della gente mi accompagnano ancora". Presenta il suo primo lavoro da solista

 

Ha alle spalle una storia difficile, a tratti dolorosa. Quella storia Simona Boo ha deciso di raccontarla nel suo nuovo album, "Fuje", il primo in cui canta canzoni scritte da lei. Da bimba è stata adottata da una famiglia napoletana, ha sempre creduto di avere origini brasiliane ma soltanto due anni fa ha scoperto che la verità era diversa: "Dopo una lunga ricerca, ora so di essere figlia di una donna pugliese e di un uomo nigeriano: "Lei l'ho conosciuta, lui ancora no". 

Di anni, ora, ne ha 33, ma guardandosi alle spalle rivede la miriade di contaminazioni e collaborazione che le hanno permesso di arrivare fin qui: da Ciccio Merolla a Colasurdo, dai 99 Posse a Speaker Cenzou, fino all'Orchestra di piazza Vittorio. Fuje ha nove tracce realizzate insieme al Cultural Boo Team. Un viaggio interiore che ci racconta la realtà degli afrodiscendenti in Italia. Il brano “Fuje” che da il titolo al disco è un manifesto culturale dell'artista, con la partecipazione di Daniele Sepe, Giulio De Asmundis (Giulio Neri), Kaw Sissoko e Paolo Batà Bianconcini. "Ho deciso di raccontare me perché era una necessità e non potevo che farlo attraverso la musica". 

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