Alla scoperta della tomba di Domenico Cotugno

A ricordo di tale avvenimento Arturo Armone Caruso, Antonio del Prete, insieme all’ Associazione Getta la Rete, apporranno una targa

Arturo Armone Caruso, direttore sanitario AIAS di Afragola, coadiuvato da Antonio del Prete, docente di oftalmologia presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, unitamente a Annamaria Corallo e Giovanna Moresco, dell’associazione “Getta La rete”, hanno ritrovato la tomba di Domenico Cotugno, di cui se ne era persa la memoria storica. La tomba è, infatti posizionata nella cappella della Duchessa di s. Elia, del complesso vincenziano dei Vergini. Domenico Cotugno, è conosciuto come ospedale per le malattie infettive. Ma il suo genio di medico, formatosi all’ombra degl’Incurabili,e segnatamente nel collegio medico cerusico, ci permette oggi di parlare di malattie e di riflessi fisiologici che appaiono scontati.

Infatti, grazie a lui possiamo parlare di malattia di Meniére, ha scoperto la funzionalità dei liquidi che si trovano nella parte interna dell’orecchio. Tale aspetto è stato da lui pubblicato ne De aquaeductibus auris humanae internae anatomica dissertatio, con i magnifici disegni di Domenico Cirillo e dello stesso Cotugno; Riflesso dello sternuto, attraverso lo studio dei nervi palatini di prevenzione delle malattie infettive. A lui dobbiamo une delle prime leggi di prevenzione delle malattie infettive e la disposizione di anatomia microscopia delle cellule infettate dal virus del vaiolo. Ma ora veniamo alla storia della riscoperta della tomba e delle ossa del grande medico nato a Ruvo di Puglia nel 1739 e morto a Napoli nel 1822. Già negli anni 1953 e 1954, Giuseppe Pezzi, medico militare e scopritore delle figura di Vincenzo Tiberio, aveva messo riscoperto la lapide sepolcrale di Cotugno, distrutta durante gli ultimi avvenimenti bellici.

L’autore dopo aver ripercorso gli scritto di un altro grande della medicina, Giuseppe Vulpes, riuscì ad individuare il luogo e la lapide della tomba Cotugnana. Di questo avvenimento e col passare degli anni se ne era persa la memoria storica. Non si sapeva a Napoli dove il Cotugno fosse sepolto. Per giungere ad una riscoperta, bisogna aspettare quest’anno, quando in una Conviviale Rotarina club Castel dell’ Ovo nella quale, come argomento di discussione erano le bellezze dei Vergini, ad Arturo Armone Caruso, balenò il desiderio di ritrovare la tomba. Questo perché, come Pezzi, aveva letto la testimonianza di Benedetto Vulpes che riferiva la sepoltura nel complesso dei padri missionari dei Vergini. Allora, insieme ad Antonio Del prete, si è messo in contatto con Annamaria Corallo e Giovanna Moresco e con loro ha avviato un’opera di ricognizione all’interno del complesso, ritrovando la lapide tombale, come descritta da Giuseppe Pezzi.

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Inoltre, facendo seguito a dei lavori di sistemazione, sono state ritrovate verosimilmente anche le Ossa del grande medico. È superfluo descrivere la nostra commozione: ci è sembrato di aver reso un tributo ad un maestro, cui vanno i nostri sentimenti di ammirazione. Siamo convinti che tale a tale sentimento siano partecipi i colleghi, così come tutti coloro che ammirano la figura di un grande medico della nostra storia. A ricordo di tale avvenimento Arturo Armone Caruso, Antonio del Prete, insieme all’ Associazione Getta la Rete, apporranno una targa.

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