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Immersioni sotto Castel dell'Ovo, gli archeologi scoprono un'antichissima strada greca

Il progetto denominato Sea.Re.N prevede continue immersioni nello specchio d'acqua tra Castel dell'Ovo e via Parthenope. La strada sarebbe una delle prime della colonia greca che fondò Palepoli, risalente al settimo secolo avanti Cristo

Una strada con gallerie e impronte di un passaggio di carri, risalente probabilmente all'approdo greco nell'antica colonia di Palepoli (tra il settimo e il sesto secolo avanti Cristo): sono i primi strabilianti risultati del progetto Sea.Re.N, che prevede continue immersioni nell'area tra via Parthenope e Castel dell'Ovo. La strada risalirebbe appunto alla fondazione della città di Napoli, quando Megaride, l'isolotto che ospita il Castello, non era collegato da un istmo alla terraferma ma era una penisola tracciata dalla linea di costa. L'archeologo Filippo Avilia ha presentato il progetto alla stampa e ha illustrato le prime scoperte, che aprono a nuove ricerche in diversi campi.


Il progetto Sea.Re.N è finanziato dall'Università Iulm di Milano, con la collaborazione della Soprintendenza napoletana. Ad aprile riprenderanno le immersioni. Si prevede la realizzazione di uno spazio museale con i reperti raccolti durante le ricerche. 

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