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Martedì, 18 Giugno 2024
Cultura

Sconosciuto in attesa di rinascita: il monologo di Sergio Del Prete sull'incomunicabilità

L'opera, un commovente ed emozionante flusso di coscienza, è andata in scena in Sala Assoli sabato 1 e domenica 2 aprile

Sabato 1 e, in replica, domenica 2 aprile, è tornato in scena a Napoli (in Sala Assoli, nel cuore dei Quartieri Spagnoli) un toccante monologo sull'incomunicabilità: Sconosciuto in attesa di rinascita. Scritto, diretto e interpretato da Sergio Del Prete, lo spettacolo ha debuttato al Campania Teatro Festival 2021 e ha poi ottenuto un ottimo successo al Milano Off Fringe Festival, aggiudicandosi la menzione speciale dalla giuria dei giovani.

Grande successo – meritato - anche per le repliche in scena in Sala Assoli, accogliente teatro che si conferma punto di aggregazione e cultura indispensabile per il quartiere e per la città intera. Lunghi applausi e grande apprezzamento del pubblico, completamente rapito dall'emozionante flusso di coscienza che caratterizza questa innovativa opera teatrale.

Incentrato sul dialogo immaginario tra un uomo e il fratello mai nato, lo spettacolo è una commovente riflessione sulla necessità di vedere e di essere finalmente – davvero - visti, sulla solitudine e l'incessante ricerca della libertà. La necessità di romperi i muri, venire finalmente fuori dalla gabbia in cui, troppo spesso, la paura ci rinchiude. La paura, spiega l'autore e attore "di non poter superare i fantasmi, gli schemi, le aridità reiterate della periferia fisica e mentale".

Sergio Del Prete, solo in scena, rapisce e conquista completamente lo spettatore, senza mai fargli perdere un colpo. Portandolo con sé lungo tutto un percorso tanto doloroso quanto di rinnovamento, di rinascita.

Sergio Del Prete - Sconosciuto in attesa di rinascita - foto ufficiali di scena

A fare da scintilla, una discussione tra i genitori – "tra una madre amata - spiegano le stesse note di regia dello spettacolo -, che porta negli occhi la sofferenza di tutte le donne vittime della vita, e un padre padrone, odiato, che vorrebbe simbolicamente uccidere, perché (a torto o a ragione) vede in lui riflessa la sua inadeguatezza" – durante la quale il protagonista viene a sapere che, prima che lui nascesse, la madre ha subìto un aborto.  

Questa scoperta segnerà un punto di rottura, un cambiamento nella sua mente, una nuova consapevolezza: "Potevo non nascere". Partirà proprio da qui il dialogo aperto e accusatorio contro un fratello mai nato, colpevole di avere costretto lui a esistere, a vivere al suo posto una vita che lo ha visto quasi immobile, ai margini, in periferia. Una periferia desolante e stritolante. Una periferia che è luogo fisico e allegoria della psiche. E' il luogo della mente, di un io più profondo rimasto sempre ai bordi, spaventato, che non ha saputo aprirsi al mondo. Forse, di rado, solo di fronte a qualche sconosciuto: “Perché - ci dice il protagonista nel suo racconto aperto, senza più finzioni - degli sconosciuti non si teme il giudizio”. 

E sarà proprio una sconosciuta a ridare al protagonista lo stimolo a provare a riaprirsi al mondo, a scorgere di nuovo la bellezza che la vita può riservare: la massaggiatrice Marta, dall'anima sola e disperata quanto la sua, che lo accoglierà senza giudizi e lo spingerà a tuffarsi finalmente nel mare della vita, senza paura, con il sorriso e l'incoscienza propria dei ragazzini.
 
“Questo monologo – dice lo stesso Del Prete sull'opera - porta in scena uno sconosciuto metafora di vite non abituate più a guardare, ad approfondire, ad ascoltare. Uno sconosciuto simbolo di una estrema voglia di vita e di parole dolci. Solo il mare, la cui brezza è un sorriso di speranza e bellezza, ci apre i polmoni e ci fa lanciare gli occhi oltre la paura. Un mare-madre, dove a nuotare però sei da solo, con la paura che si fa sorriso. Anche perché, a volte “Bisognerebbe avere il coraggio dei ragazzi che si lanciano dagli scogli per tuffarsi ed essere accolti”. In fondo è ciò che desideriamo tutti nella vita: essere accolti”.

Lo spettacolo si avvale anche delle elaborazioni sonore e delle musiche dal vivo di Francesco Santagata, delle scene e disegno luci di Carmine De Mizio e dei costumi di Rosario Martone.

IN FOTO: Sergio Del Prete in "Sconosciuto in attesa di rinascita" - foto ufficiali di scena

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