Sapete perché si usa dire “Sciuè Sciuè”?

L’espressione viene utilizzata per indicare qualsiasi cosa venga fatta con superficialità, alla buona, senza eccessivo impegno

Perchè si dice “Sciuè Sciuè”? A spiegarcelo è il libro "Come se penza a NNapule. 2500 modi di dire napoletani", commentati da Raffaele Bracale e a cura di Amedeo Colella.

Letteralmente significa “alla buona, semplicemente”. Anche per il merito di una canzonetta degli anni successivi al 1950, la locuzione è molto conosciuta e viene usata quasi come aggettivazione per indicare qualsiasi cosa venga fatta con superficialità, alla buona, senza eccessivo impegno, insomma in maniera fluente, scorrevole, con semplicità. Per ciò che attiene all’etimologia, una scuola di pensiero reputa provenga dal francese e precisamente dalla voce "écòuè" (participio passato dal verbo ècòuer) che significa “non riuscire, andare a vuoto”. Orbene, è vero che la voce "écòuè" suona nella lettura “esciuè”, in maniera molto simile allo “sciuè” napoletano, ma la locuzione partenopea non indica mai qualcosa di non riuscito o di andato a vuoto, mancato, ma sempre qualcosa di condotto a termine, sia pure in maniera semplice, scorrevole, senza porsi problemi. Si pensa, perciò, che questa ipotesi non sia percorribile.

Altra ipotesi proposta è quella che collega la locuzione napoletana all’arabosòuè sòuè”, ipotesi affascinante stanti le numerose invasioni arabe che dal 1000 in poi hanno tormentato Napoli e il suo reame, e le tante parole d’origine araba recepite nel lessico napoletano (guallera dall’arabo wadara, vajassa dall’arabo baassa, ecc). Ma anche questa ipotesi è da scartare in quanto l’espressione araba non significa “velocemente”, “alla buona”, ma - al contrario - piano piano.

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A questo punto sembra più vicina al vero l’ipotesi che fa derivare dal latino la locuzione “sciuè sciuè”. Infatti, si può arrivare a questa locuzione partendo da un “fluens” reiterato, insomma fluens fluens, che tradotto suona “fluente, scorrevole” con il medesimo significato dello sciuè sciuè partenopeo. A favore di questa ipotesi, oltre il medesimo significato, gioca il fatto che il gruppo FL latino trasmigrato nel napoletano diviene sempre “sci”, come nel caso di "flou" (fiore) divenuto "sciare", o "flumen" diventato "schiumo".

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