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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Cultura

Santo Stefano a Napoli tra leggende e miracoli

Il 26 dicembre si celebra il primo martire del Cristianesimo. La sua storia è narrata dalla tradizione presepiale partenopea. Anch'egli, come San Gennaro, scioglie il sangue

Il periodo natalizio ha profonde radici nella storia e nelle tradizioni napoletane. Non fa eccezione Santo Stefano protomartire. Il 26 dicembre è il giorno in cui si celebra il primo martire della storia del Cristianesino. La sua storia è raccontata dalla tradizione presepiale partenopea. 

Nel presepe, infatti, è presente la figura di Tecla. Si tratta di una donna senza figli che voleva recarsi alla capanna dov'è nato Gesù per adorarlo. Sapendo che l'accesso sarebbe stato consentito solo alle madri, Tecla prese un sasso, lo avvolse in un panno, e si accodò ad altre donne con prole. 

Giunta dinanzi alla capanna, leggenda vuole che Maria si sia avvicinata a Tecla e le abbia chiesto di allattare suo figlio. Con estremo stupore, la donna scoprì che il sasso si era trasformato in un infante. La gioia, però, sarebbe stata smorzata da una frase criptica della Vergine: "Tuo figlio è nato da una pietra e di pietra morirà". Si trattava di un presagio, perché Stefano sarebbe stato lapidato perché testimone della resurrezione di Cristo anni più avanti. 

Ma il rapporto tra Santo Stefano e Napoli non si ferma al presepe. Al martire è legato un prodigio di scioglimento del sangue. Le fonti non concordano sulle date e sul luogo. La storia che avrebbe portato il sangue di Santo Stefano a Napoli è piuttosto fumosa. Sembra, infatti, che duemila anni fa un viaggiatore napoletano abbia raccolto la reliquia. 

Secondo alcune fonti, il miracolo dello scioglimento avrebbe avuto luogo solo dal 1561 nella chiesa di San Gaudioso (oggi conosciuta come Santa Maria della Sanità); altre ricostruzioni collocano il prodigio nel 1659, nella chiesa di Santa Maria ad Agnone, nel centro storico di Napoli. Ciò che è certo, invece, è che oggi la reliquia è custodita a Santa Chiara e il miracolo avviene due volte all'anno, il 3 agosto e il 25 dicembre. Un evento poco noto, perché oscurato dallo scioglimento del sangue del Santo patrono, San Gennaro. 

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