I napoletani sono omertosi per paura: la ricerca al Suor Orsola

Presentato il volume “Omertà: silenzio, paura ma non condivisione” a cura di Simona Melorio

Una ricerca per dimostrare che i napoletani non condividono gli ideali mafiosi ma spesso sono omertosi per paura. È in estrema sintesi il concetto alla base della ricerca “Omertà: silenzio, ma non condivisione” curata da Simona Melorio con un'introduzione di Isaia Sales. Proprio il docente ha lanciato l'idea di indagare sulla questione omertà dando il via alla ricerca basata su mille interviste ad altrettanti cittadini napoletani, realizzate dagli studenti del Suor Orsola Benincasa e della Federico II. Coordinati anche dalla compianta Simona Balbi, docente di Statistica alla Federico II, gli studenti hanno raccolto sul campo il punto di vista dei napoletani.

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I rilevamenti statistici dimostrano come molti napoletani siano frenati nel denunciare dalla paura di ritorsioni e da un sentimento di sfiducia nei confronti delle istituzioni. Non condividono però i metodi mafiosi segnando una cesura rispetto all'idea che una certa mentalità sia connaturata nel sud Italia. Al dibattito di presentazione del volume, nella biblioteca Pagliara al Suor Orsola, hanno partecipato anche il rettore Lucio D'Alessandro, Geppino Fiorenza di Polis, che ha finanziato la ricerca, l'antropologo Marino Niola e Tano Grasso. Proprio quest’ultimo ha espresso un punto di vista diverso sulla questione convinto che in molti non denuncino per convenienza e non per paura, uniformandosi al pensiero criminale pur non commettendo delitti.

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