Teatro Diana: “Siamo pronti per ricominciare in sicurezza”

Il teatro riapre a dicembre applicando tutti i protocolli sanitari. Tra gli spettacoli più attesi l’adattamento di Mine Vaganti di Ozpetek e i ritorni di Alessandro Siani e Vincenzo Salemme

Il Teatro Diana rientra in quelle realtà del settore dello spettacolo che mostra resilienza e decide di riaprire a dicembre con la programmazione dedicata alla prosa e ai one men show. Procede con cautela dando agli spettacoli dei mesi di riferimento senza date stabilite; applica tutti i protocolli sanitari e le regole di distanziamento grazie a una sala che con tutte le limitazioni potrà contare su circa 450 posti a sedere.

La famiglia Mirra che guida il Teatro Diana ha volontà e determinazione per ripartire da dove, 7 mesi fa, tutto è stato fermato. Spazio a ottobre con la stagione concertistica, riproponendo i concerti che sono stati annullati (anche per la prosa saranno recuperati alcuni spettacoli che sarebbero dovuti andare in scena la scorsa primavera). A novembre ci saranno alcune anteprime che andranno in scena per pochi giorni con protagonisti Peppe Barra e la compagnia del Teatro NEST.

Abbiamo scelto di riaprire per il pubblico e per il nostro staff, appartenenti a quella categoria dei lavoratori dello spettacolo così spesso dimenticati in questi lunghi mesi e che hanno maggiormente risentito la brusca e inimmaginabile interruzione delle attività” spiega Claudia Mirra, responsabile delle pubbliche relazioni e ufficio stampa del Diana, all’indomani della presentazione della stagione 2020/2021, che è presentata lo stesso giorno in cui il governatore De Luca emana la nuova ordinanza, che potrebbe essere vista come un Aut Aut prima di prendere decisioni più dure e proibitive.

Claudia, come si adatta il Teatro Diana al post lockdown?

Noi già da tempo stiamo attivando i protocolli previsti, partendo dalla sanificazione, investendo sui sistemi di aerazione. La nostra sala permette di applicare le regole di distanziamento. La sanificazione degli spazi sarà fatta ogni 24 ore. Ripartiamo a dicembre proprio perché abbiamo deciso di darci del tempo. Siamo partiti con la campagna di abbonamenti il 10 settembre anche per attendere l’arrivo di normative di carattere nazionale più specifiche. Anche per le vendite aspetteremo almeno altre due settimane, considerando anche la nuova ordinanza emanata da Vincenzo De Luca (ndr l’Ordinanza n.75 che dà un blocco alla Movida). Il teatro, ancora più di alcuni settori, ha bisogno di pianificare con largo anticipo per cui necessita di avere direttive precise e a tempo debito, anche per riuscire a gestire le vendite, capendo quali sono le situazioni migliori da offrire al pubblico. A ottobre dovremmo iniziare con la rassegna musicale recuperando alcuni concerti che sono stati annullati. Più in là riprenderemo anche le presentazioni dei libri, favoriti anche dalla nostra sala che può accogliere un buon numero di spettatori distanziati. Sarà una stagione sui generis, ma avevamo voglia di ricominciare. È triste vedere il teatro spento e non vediamo l’ora di riaccendere le sue luci”.

Avete presentato la stagione nel giorno in cui il presidente De Luca ha firmato una nuova ordinanza. È vero, non tocca cinema e teatro e sarà vigente fino al 7 ottobre, ma, a quanto pare, potrebbe essere preludio di nuove chiusure. Se ciò avvenisse, potrebbe incidere sulla ripresa della stagione teatrale…

La nostra voglia di esserci ci sta, ovviamente non possiamo controllare l’evolversi degli eventi. La nostra volontà c’è tutta e stiamo andando anche adagio, infatti gli spettacoli in cartellone hanno dei mesi di riferimento ma non ci sono ancora date stabilite, proprio per prevenire qualsiasi problema. Abbiamo aperto il botteghino il 10 settembre per avere di nuovo un contatto con il pubblico, senza trincerarci. Cerchiamo di dare quante più informazioni concrete. Se poi tutte le notizie che diamo e ciò che facciamo saranno bloccati dagli avvenimenti questo è indipendente dalle nostre intenzioni. Noi e altri teatri abbiamo fatto la programmazione e siamo pronti…”

Nei mesi scorsi tutti gli operatori dello spettacolo hanno lanciato appelli per essere sostenuti dalle istituzioni. A oggi quali i risultati concreti? 

Capisco che una delle priorità maggiori sia stata la scuola sia a livello nazionale che regionale. Cosa giustissima, perché è fondamentale per i ragazzi. Ma molti operatori che lavorano dietro le quinte sono dimenticati. Noi abbiamo scelto di aprire anche come atto doveroso nei confronti del nostro staff. Spero che si penserà anche allo spettacolo e ai lavoratori che sono davvero tanti. Inoltre, tutti attendiamo e chiediamo delle normative con indicazioni precise, così sapremo come sarebbe opportuno muoverci e anche il pubblico si potrebbe sentire più sicuro”

Le persone hanno voglia di cinema e teatro, ma con la curva in crescita del virus quale potrebbe il reale sentimento del pubblico?

 “Sono abbastanza ottimista perché c’è la voglia di riprendere la vita normale. Molti spettatori ci hanno mandato delle mail scrivendoci che sono contenti della nostra riapertura. Questo spinge ad andare avanti. Forse sarò di parte, ma ritengo che i teatri siano tra i luoghi più sicuri. Non c’è promiscuità all’entrata e all’uscita. Lo spettatore una volta seduto e vedendo gli spettacoli con la mascherina sarà in silenzio come minimo per 90 minuti. In teatro c’è una sanificazione sicura. Ovviamente vanno rispettate le norme date”.

Lo spettacolo che genera più curiosità è l’adattamento del film Mine vaganti di Ferzan Ozpetek regista molto legato a Napoli.

Sì, Ferzan è legatissimo a Napoli e l’ha dimostrato intervenendo in diretta streaming in conferenza stampa, nonostante i suoi impegni. È stata una dimostrazione di affetto per la città e per noi. Per lui venire a Napoli è una vera gioia. Io ho avuto modo di vedere lo spettacolo la scorsa stagione a Roma. È uno spettacolo delizioso. È divertente e coinvolge gli spettatori. È ovvio che si siano dei cambiamenti rispetto al film (ndr per la versione teatrale si è scelta una cittadina come Gragnano al posto di Lecce, città in cui è ambientato il film). Sono sicura che piacerà al nostro pubblico. Ozpetek è una garanzia!”

Quest'anno ancora di più tanti personaggi noti al grande pubblico che si dividono tra cinema, teatro e TV, anzi, proprio il cinema, in qualche modo, sembra essere ricorrente negli spettacoli di quest’anno…

Sì, ormai c’è questa tendenza ad attingere dal cinema. Oltre a Mine Vaganti, avremo l’adattamento del film di Mario Monicelli, I Soliti Ignoti con Vinicio Marchioni e Giuseppe Zeno. Poi ritornerà Così Parlò Bellavista rivisitazione teatrale di Alessandro Siani e Geppy Gleijeses che sarà affiancato da Marisa Laurito e Benedetto Casillo, che nel Natale 2018 fu uno straordinario successo. È un piacere riaverlo perché è stato uno spettacolo davvero molto amato dal pubblico”.

Salemme è stato l’ultimo artista che si è esibito quando il 4 marzo il teatro ha chiuso a causa dell’avanzare dell’emergenza. Nel 2021 ritornerà con uno spettacolo tratto dal suo ultimo libro.

Sì, quando abbiamo deciso di chiudere mancavano le ultime 4 repliche dello spettacolo di Vincenzo Salemme. Per l’annata 2020-2021 ritornerà con la trasposizione del suo libro uscito a marzo, Napoletano? E famme ‘na pizza. Ha deciso di portare in scena qualcosa di nuovo e che già quest’estate ha portato nella sua tournée fatta nei teatri all’aperto. Uno spettacolo ironico che ragiona su alcuni stereotipi”.

Mentre Maurizio Casagrande e Alessandro Siani proporranno degli spettacoli che già riflettono sulla nuova realtà che stiamo vivendo.

Siani ritornerà per le feste natalizie con i suoi monologhi di Extra felicità Tour, saranno riveduti e saranno più intimi dove si parlerà delle nostre nuove abitudini. Mentre Maurizio Casagrande ritorna con Gomblotto, uno spettacolo che ha ideato durante il lockdown ma è ancora in fase di scrittura ed è basato su tutte le teorie complottistiche o meglio ‘gomblottistiche’ che sono nate attorno al Coronavirus, spesso prive di fondamenta scientifiche”.

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