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Riapre al pubblico la chiesa del Teschio con le orecchie

 

Trent'anni di abbandono, sette mesi di lavori forsennati per riaprirla al pubblico. Il 5 aprile, cittadini e turisti potranno tornare ad ammirare la chiesa di Santa Luciella ai Librai, in pieno centro storico di Napoli, e soprattutto la sua più grande attrazione: il teschio con le orecchie. 

Questo teschio, unico del suo genere perché sembra ver conservato i padiglioni auricolari, è al centro di un'antica leggenda che lo vedrebbe ponte tra il mondo dei vivi e quello dei morti. E' stato ritrovato dai giovani del'associazione Respiriamo l'arte che alcuni anni fa ha avuto la chiesa in comodato d'uso e ha cominciato un lungo percorso di recupero e restauro: "Nella cripta abbiamo trovato questo particolare reperto - racconta Angela Rodiani, socia dell'associazione - e ascoltando le persone del posto abbiamo capito che questo teschio non solo è molto conosciuto, ma fino a trenta anni fa anche molto venerato, perché si crede che le sue orecchie permettano di comunicare con i defunti". 

Per mettere in sicurezza Santa Luciella ci sono voluti circa 40mila euro, trenta dei quali devoluti dal Pio Monte della Misericordia: "Abbiamo ripulito tutto e reso accessibili il primo livello la cripta - spiega Francesca Licata, un'altra socia - Programmeremo visite dal venerdì alla domenica, con un contributo di 4 euro che servirà a proseguire il lavoro di restauro. Si tratta di una costruzione del 1600, attiva fino al terremoto del 1980".

I lavori non si fermeranno perché i membri dell'associazione hanno scoperto un altro livello, ancora più in profondità rispetto alla cripta: "Si tratta dell'ossario - afferma il presidente di Respiriamo l'arte Massimo Faella -  probabilmente ricavato dalle cave di tufo greco e dall'acquedotto greco-romano". 

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