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Premio La convivialità urbana, sul podio il progetto Napoli New Layer

Sedici lavori in gara per ridisegnare il Casale di Posillipo. Gli architetti vincenti puntano su edera solare, aree di verde artificiale e acqua come elemento naturale capace di fornire energia

Erano sedici i progetti in gara per il premio di architettura “La convivialità urbana”, la mostra-concorso giunta alla sua seconda edizione e promossa dall'associazione Napolicreativa e dal comitato organizzativo composto dagli architetti Grazia Torre, Giulia Gargiulo e Marina Lala, Francesca De Sanctis e Silvana D'Ippolito, con il patrocinio dell'Ordine degli Architetti, delle facoltà di Architettura delle Università Federico II e Sun e della I Municipalità del Comune di Napoli.

Quest’anno il “tema” del concorso era il ridisegno del Casale di Posillipo, facendo attenzione a 4 punti fondamentali: riqualificazione, design, ambiente (ecosostenibilità) e società. “La collina di Posillipo è uno dei luoghi più celebrati di Napoli. Sull’alto della collina si trova un antico villaggio rurale, denominato Casale di Posillipo Cuore del nucleo abitato è appunto la chiesa di Santo Strato, sorta nel 1266 sui resti di un tempio romano ed ampliata nel' 500 quando diventò parrocchia del casale posillipino (1597), ma la forma attuale si deve ai vari interventi di restauro subiti tra il '700 e l'800. Dalla piazzetta antistante la chiesa si diparte uno stretto sentiero pedonale, un tempo gradonato, una cosiddetta pedamentina. La stradina, chiamata via del Fosso, deve probabilmente il suo nome a un antico cimitero ivi esistente e che essa delimitava. L'urbanizzazione del luogo, che ha trasformato quasi tutta la collina posillipina in zona residenziale della città, non ha coinvolto il Casale. Attualmente il Casale di Posillipo presenta evidenti condizioni di degrado sia urbano che sociale e nel complesso rappresenta una realtà problematica, del tutto estranea rispetto al contesto socio ambientale che la circonda” avevano spiegato così la scelta del luogo da “ridisegnare” gli organizzatori del premio.

I sedici progetti sul Casale di Posillipo sono stati in esposizione al Pan (Palazzo della Arti di Napoli) per due settimane e sottoposti al giudizio del pubblico in visita alla mostra oltre che a quello di una giuria “tecnica” composta da professionisti del settore: Grazia Torre, Claudio Claudi preside facoltà Architettura Federico II, Gennaro Polichetti presidente dell'Ordine Architetti, Francesco Cesaro tesoriere dell'Ordine, Giacinta Jalongo prof.ssa di architettura, Aldo Zaccà direttore I Municipalità Chiaia-Posillipo e Giuseppe Parità architetto vincitore della scorsa edizione.

A spuntarla è stato il progetto Napoli New Layer realizzato dai giovani architetti partenopei Roberta Gagliardi, Claudia Muto, Stefano Pinto e Luigi Sciorio (ai quali è andato un riconoscimento in denaro di 2000 euro) che hanno impostato tutto il loro lavoro sul concetto di recupero del rapporto tra la natura e il centro urbano attraverso l’inserimento artificiale di verde nell’area (via Pascoli) da ridisegnare, sfruttando del polipropilene riciclato. Anche l’acqua, il suo effetto rilassante (come quello del mare) e la sua utilità nel produrre energia sono al centro dell’idea progettuale del gruppo di architetti vincitori. Il lavoro prevede, inoltre, parcheggi coperti con edera solare (pannelli fotovoltaici che ricordano le foglie della pianta rampicante), panchine (di altezza diversa per permettere facile accesso anche ai bambini) ecocompatibili per materiale utilizzato e per design, zone pedonali e punti wi fi.

Al secondo gradino del podio il progetto “Cub urbano” degli architetti Aniello Ciaravolo, Valentina Cirillo, Sabrina Maiorano (premio di 1000 euro) e al terzo , a pari merito, il progetto “Tutto scorre” di Giuliana Ruggiero, Mariangela Spena, Melania Pujia, Gaetano Ruggiero, Rocco Spena, Adolfo Valeria Spena e “Orto di Napoli” di Giorgia Borrelli e Vincenzo Cuozzo (menzione speciale).

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