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Basilicata coast to coast, Rocco Papaleo presenta a Napoli il suo sud

Conferenza stampa napoletana per il primo film da regista dell'attore lucano. "Non si tratta di un lavoro sulla regione: è la storia di una terra calpestata". Max Gazzè al suo debutto su un set

basilicata-coast-to-coast-1Potrebbe apparire come uno spot promozionale - “Basilicata, una regione da scoprire” - per poi far venire a galla la realtà: “Non si tratta di un film sulla regione, bensì la storia di una terra calpestata, da percorrere a piedi, un viaggio da una costa all’altra”.
Rocco Papaleo, alla sua prima prova da regista, non nasconde la contentezza per Basilicata coast to coast. E alla conferenza stampa napoletana tenutasi sabato 10 aprile presso l'Hotel Palazzo Caracciolo, si fa accompagnare da due dei protagonisti, Max Gazzè (dalla musica al cinema) e Paolo Briguglia. Assenti giustificati perché impegnati su altri set, Alessandro Gassman e Giovanna Mezzogiorno.
 
Basilicata coast to coast è la storia di “un gruppo di amici e musicisti di Maratea che decidono di intraprendere un viaggio dal Tirreno allo Ionio, fino a Scanzano Jonico, per partecipare a un festival musicale”. E invece di salire su un’auto e percorrere quell’ora e venti di distanza, il gruppo parte “dieci giorni prima a piedi. Una sorta di marcia da soldato”. E la suggestione si fa magnifica in questa particolare vetrina.
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Un film che ha visto “un lungo lavoro di preparazione, meglio di un musical", sottolinea Briguglia. "Un lavoro genuino ove musica, soprattutto jazz, e recitazione si uniscono”, specifica Gazzè che ammette: "Ho interpretato un personaggio che non parla e predilige un linguaggio intenzionale. Insomma, comunica pur non essendo parlante, e mi sono molto affezionato a lui".

Papaleo spiega poi a NapoliToday la genesi: "Tutto nasce da un racconto breve cominciato 4/5 anni, una storia non per forza cinematografica che si è realizzata ora anche grazie alla Eagle Pictures. La casa infatti non solo si è proposta come distributrice ma anche come co-produttrice”. Conscio della diffidenza verso gli attori che passano dietro alla macchina da presa – Papaleo ha deciso di riservarsi un grande ruolo nella pellicola e non un semplice cameo perché “occorreva un attore lucano e, senza falsa modestia, nessun altro aveva la mia stessa notorietà” – spiega di aver voluto creare naturalezza tra i personaggi.
 
Soddisfatto del risultato finale? “Sì, è un film che è costato 2 milioni di euro e spero valga almeno la stessa cifra per una questione etica in modo da sentirmi ripagato e che io possa godermi l’esperienza”.
 
In materia di montaggio finale e di eventuali censure, Papaleo ammette poi di “non aver buttato via niente, proprio come si fa col maiale. Molte scene non inserite le abbiamo utilizzate per Mentre Dormi, il video di Gazzè che accompagna il film. Probabilmente avrei dovuto tagliare qualcosa. Alcuni amici me l’hanno fatto presente: per avere un maggiore successo commerciale, avrei dovuto lavorare a un prodotto più corto".  
 

Ma Gazzè spiega di non essere d'accordo con questa filosofia. Un po' come quando, nel campo musicale, alcune canzoni non vengono passate in radio perché fuori dai classici canoni. Non 'radiofoniche'. "Basilicata coast to coast rappresenta invece l’anarchia di questo mondo, un dato di fatto contro la necessità di dover sempre accellerare e prendere tutto ciò che si completa nel più breve tempo possibile come sintomo del progresso dell’umanità".

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