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Foto di Chiara Di Martino

Foto di Chiara Di Martino

Porta Capuana, cuore del “quartiere latino”

L'accesso alla città, di epoca aragonese, è diventato nel Novecento il luogo di ritrovo importanti artisti napoletani

Ne hanno di storia da raccontare gli enormi blocchi di pietra (tufo e piperno, principalmente) che costituiscono Porta Capuana, la principale porta d’ingresso in città e una delle quattro ancora oggi in piedi (le altre sono Porta Nolana, Porta San Gennaro e Port’Alba). Costruita nel 1484 per volere del re Ferrante d'Aragona (figlio illegittimo di Alfonso V) su progetto dello scultore e architetto Giuliano da Maiano come punto di accesso per chi giungeva da est per raggiungere il centro della città, inizialmente si trovava nella vicina via Oronzio Costa, per poi essere traslata alle spalle di Castel Capuano: sul suo nome sono state avanzate molte ipotesi, a partire dalla strada di accesso che avrebbe portato verso Capua, o ancora che derivasse dalla famiglia (Capuano, appunto) che Ferrante pose a difesa della Porta.

Quella che vediamo oggi, ad ogni modo, è parte di un più esteso intervento di fortificazione voluto dal sovrano aragonese (molte tracce si conservano ancora nei palazzi vicini e lungo il perimetro delle vecchie mura, da piazza Garibaldi a via Foria). Botteghe, traffici, mix di culture e lingue hanno da sempre caratterizzato quest’area della città: di qui sono passati sia Carlo VIII di Francia sia Carlo di Borbone. In origine era alta 25 metri: oggi, a causa del progressivo innalzamento del livello stradale, si ferma intorno ai 23, restando comunque ben più alta degli archi di trionfo romani ai quali in realtà si ispirava.

È caratterizzata da un monumentale arco di marmo bianco ornato da bassorilievi, incastonato tra due torri merlate denominate Onore e Virtù. Nel 1656 la porta fu decorata da una nicchia che ospitava un affresco di Mattia Preti, pittore italiano giunto a Napoli appena tre anni prima che affrescò tutte le porte di Napoli come patteggiamento per la pena di morte alla quale era stato condannato per aver eluso i controlli per la peste. La nicchia, successivamente riaffrescata da Gennaro Maldarelli, fu poi rimossa. Anche la statua votiva di San Gaetano, una volta posizionata sul lato interno della porta, fu rimossa durante questi lavori e collocata su un basamento nei giardini rivolti verso Porta Capuana.

Sull’arcata era posizionata una scultura (non più visibile, perché rimossa dalla dominazione successiva) che raffigurava l’incoronazione di Ferrante, mentre è presente, al centro della porta, l'incisione dello stemma di Carlo V, risalente al 1535 in occasione della sua venuta in città. Proprio qui, a inizio Novecento, nacque il cosiddetto Quartiere Latino - dal nome del più celebre rione parigino, sulle rive della Senna - luogo di incontro di importanti artisti dell'epoca. Un folto gruppo di pittori e intellettuali napoletani, nel periodo tra le due guerre mondiali, si riuniva per dipingere in gruppo, discutere e allestire mostre collettive. A ridosso di questa porta, dal lato di piazza Enrico De Nicola, si trova la chiesa di Santa Caterina a Formiello.

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