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Foto di Chiara Di Martino

Foto di Chiara Di Martino

Piazza Bovio, erede dell’era Risanamento

L'edificio principale è il Palazzo della Borsa, che ospita anche la Chiesa intitolata al primo vescovo di Napoli

L’epidemia di colera del 1884, causata dalla contaminazione delle condotte degli antichi acquedotti con le acque nere raccolte nei pozzi e nelle cavità naturali, costrinse il governo cittadino - con il sindaco dell'epoca Nicola Amore - a ricostruire molte zone del centro antico di Napoli. In questo programma di “restyling” fu coinvolta anche l’allora piazza di Porto (o piazza del mercato di Porto), l’attuale piazza Bovio, che prende il nome da Giovanni Bovio, filosofo e politico del Regno d'Italia nonché padre del poeta e scrittore Libero Bovio. A lui è dedicata una targa sul palazzo dove visse, all'angolo con il corso Umberto I. 

Tutti, però, oggi la conoscono come “piazza Borsa”, perché alla fine dell’Ottocento, contemporaneamente al rifacimento della piazza, fu eretto anche l’edificio che avrebbe ospitato gli uffici della Borsa e della Camera di commercio. Eretto nel 1895 e inaugurato nel 1899 su progetto di Alfonso Guerra, vide l’aggiunta di due obelischi ai lati durante il Fascismo. Tipico esempio di architettura neorinascimentale, al piano terra ferro e vetro conferiscono l'illuminazione agli ambienti interni, mentre all'ultimo piano gli infissi sono intervallati da cariatidi con al centro un grande fregio contenuto nella lunetta raffigurante Hermes e Dioniso.

L’edificio ingloba anche la chiesa di Sant'Aspreno – in prossimità dell’ingresso laterale - piccolo tempio paleocristiano che porta il nome del primo vescovo di Napoli, Aspreno, figura associata a una grande nobiltà d’animo e un grande carisma. Secondo la leggenda, egli sarebbe stato consacrato da San Pietro quando questi, sostando a Napoli, aveva guarito una donna inferma che gli avrebbe presentato il futuro vescovo, che Pietro volle come pastore per la comunità di cristiani che stava prendendo forma a Napoli. La leggenda attribuisce ad Aspreno anche la fondazione della Basilica di San Pietro ad Aram (Via Santa Candida, alle spalle del corso Umberto I prima di piazza Garibaldi), prima chiesa napoletana, dove è ancora presente l'altare su cui Pietro avrebbe celebrato il Sacrificio eucaristico (la cosiddetta 'ara Petri').

Fino al 2000, al centro della piazza su cui si affaccia il Palazzo della Borsa si poteva ammirare la fontana del Nettuno, collocata davanti all’edificio nel 1898 e oggi in piazza Municipio. Di fronte, il monumento a Vittorio Emanuele II, risistemato nel 2010 dopo una riqualificazione della piazza: ottanta tonnellate per la statua equestre opera di Alfonso Balzico su disegno di Emilio Franceschi. Dinanzi al re, la statua di Partenope.

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