Sapete perché si dice “‘O ‘ngignere d’’o Vesuvio”?

L’espressione viene utilizzata a mò di sfottò nei confronti di un individuo che argomenta in modo bizzarro, ricercato, artificioso, nel vano tentativo di dar supporto ad una sua affermazione priva di conclamate prove reali

Perchè si dice “‘O ‘ngignere d’’o Vesuvio”? A spiegarcelo è il libro “Come se penza a NNapule. 2500 modi di dire napoletani", commentati da Raffaele Bracale e a cura di Amedeo Colella.

La locuzione non è eccessivamente datata risalente com’è agli inizi del 1900, ma ancòra si può cogliere sulla bocca dei napoletani d’antan nel suo precipuo uso di sfottò, burla, canzonatura, derisione di ogni individuo che arzigogoli, arrampicandosi quasi sugli specchi, argomentando in modo  bizzarro, ricercato, pretestuoso, artificioso, contorto e spesso inconferente nel vano tentativo di dar supporto ad una sua affermazione priva di conclamate prove reali.

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La locuzione che chiama in causa un ingegnere del Vesuvio, non fa riferimento a quel tal ingegnere Olivieri che nel 1878 fu l’ideatore della funicolare del Vesuvio voluta dal finanziere Ernest Emmanuel Oblieght che ne ebbe l'idea, ma nacque nella città bassa e fa riferimento ad un altro ingegnere, lo svizzero Emil Strub (Trimbach, 13 luglio 1858 -15 dicembre 1909). Quest'ultimo progettò una ferrovia a scartamento di 1435 mm, con trazione a vapore, dotata di 7,5 km di rotaia a cremagliera, che consentisse un notevole risparmio di tempo per i viaggiatori che affrontassero la salita alla stazione inferiore della funicolare vesuviana che fino ad allora  veniva effettuata con carrozze a cavalli, con un tempo di percorrenza di circa 4 ore. L’inaugurazione dell'impianto sulla tratta a monte del santuario di Pugliano, San Vito-Eremo-Vesuvio (stazione inferiore della funicolare), avvenne il 28 settembre 1903. L’opera ebbe notevole successo e la figura dell’ingegnere svizzero divenne nota anche tra i popolani della città bassa che lo ricordarono con l’espressione in esame sia pure con l’intento di sbeffeggiare i parolai.

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