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Festa di Natale Pegaso: oltre mille persone a Santa Chiara

Il presidente Iervolino: «Per attuare Industria 4.0, più università nel tessuto produttivo del Paese»

«Parlare oggi di futuro spaventa perché l’idea del domani, in questi nostri tempi difficili, sembra essere legata all’instabilità, alla precarietà e a tutte quelle incertezze che portano con sé ansie e timori. Al contrario, desidero lanciare alle future generazioni un messaggio di speranza e di incoraggiamento. Le difficoltà si superano e il successo si raggiunge, a patto che si faccia sistema». Lo ha dichiarato il presidente dell’Università Telematica Pegaso, Danilo Iervolino, durante il tradizionale discorso,  a termine della messa in occasione del Natale che si è tenuta giovedì 14 dicembre nella Basilica di Santa Chiara in Napoli.

«Figli di questa spinta verso il futuro devono essere però,  l’impegno, il merito e il talento – ha aggiunto il presidente Danilo Iervolino - Pertanto, è oggi più che mai necessario riconoscere un ruolo da protagonista all’università nel tessuto produttivo per agevolare il processo dell’industria 4.0. Più università nelle imprese, per innovare e competere a livello globale. Più università nella vita sociale, per declinare al meglio la sensibilità all’intercultura ».

L’incontro -  che ha visto la partecipazione di oltre mille invitati, tra esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, delle associazioni sindacali e dell’imprenditoria -  ha rappresentato anche un’occasione di riflessione sul rapporto che intercorre tra il sistema universitario e  quello sociale italiano. «È urgente che l’università – ha sottolineato il rettore dell’Università Telematica Pegaso, Alessandro Bianchi  - come tutte le altre istituzioni, acquisisca la consapevolezza di dover svolgere un  ruolo attivo come attore sociale, capace di delineare e proporre scenari futuri. Un richiamo all’azione che è stato più volte sollecitato dal rapporto Svimez, che delinea un quadro dei problemi di natura economica che riguardano il Paese e, in modo particolare il Mezzogiorno, e da quello presentato dal Censis, che analizza i mutamenti intervenuti nel corpo della società civile, da cui discendono i sentimenti di paura e di insicurezza per gli anni a venire».

Di un nuovo modello universitario ha parlato il direttore generale dell’Università Telematica Pegaso, Elio Pariota, che faccia «“maturare” la consapevolezza del cittadino e del suo ruolo nella società, che lo accompagni nel cambiamento rendendolo partecipe delle grandi sfide all’orizzonte, dalla nuova geopolitica all’ambiente, dalla tecnologia all’economia. Un’università non soltanto fatta di lezioni ed esami, ma una sorta di permanente agorà, un luogo aperto, libero - virtuale e fisico – di incontro e di confronto, di ricerca, di studio sul mondo alimentato dalle più innovative tecniche di apprendimento e di comunicazione a distanza. Per fare tutto questo occorreva una proiezione e una prospettiva internazionale. Ed è così che il già fitto reticolo di rapporti con atenei esteri si è arricchito nel corso di questi mesi di ulteriori passi verso partnership con università di grande caratura internazionale».

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