Perchè si dice “Pare ‘a trummetta ‘a Vicaria”: la storia di un detto

L’espressione napoletana viene usata con tono ironico nei confronti di una persona pettegola che divulga faccende altrui

La Vicaria è un antico quartiere napoletano, conosciuto anche come “‘o Vasto” (dal termine “guasto” che indicava un gastaldato, suddivisione longobarda del territorio), un tempo sede della Gran Corte della Vicaria che riuniva tutti i tribunali della città nel Castel Capuano.

Il detto “Pare a trummetta a Vicaria” nasce proprio da qui. Durante il viceregno spagnolo (tra il 1537 ed il 1540), al tempo di don Pedro di Toledo, a render pubbliche le sentenze emesse dalla Gran Corte era il banditore di giustizia che, per attirare l’attenzione delle persone in strada, si serviva di una trombetta, una lunga tromba di ottone i cui squilli “penetranti” precedevano la lettura. Il banditore partiva dall’uscio del Tribunale, si fermava a ogni angolo della strada e dopo 3 o 4 “trombettate” leggeva i bandi emanati dalla Gran Corte.

Oggi il detto viene usato con tono ironico nei confronti di una persona pettegola che divulga faccende altrui. A questa storica figura si ispira anche una famosa canzone del 1925 di Salvatore Baratta e Gaetano Lama.

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