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Domani l’omaggio a Pasolini al Mav

Grande omaggio del MAV per Pier Paolo Pasolini la sera del 22 gennaio: per la prima volta in Campania, alle ore 19.00 al MAV, saranno presentati i documentari di Roberta Torre “La notte quando è morto Pasolini” e “Itiburtinoterzo” presentati con successo al Festival di Locarno

Dopo il successo nel 2006 del film-noir “Mare Nero”, interpretato da Luigi Lo Cascio ed Anna Mouglalis, presentato al Festival Internazionale di Locarno, all’International Film Festival di Mosca e al PiFan Film Festival a Seul in Corea, Roberta Torre, regista di fama internazionale e fondatrice di una sua casa di produzione, Rosetta Film, produce e realizza nel 2008 un film reportage sulle borgate di Roma: “Itiburtinoterzo” e un documentario intervista sulla morte di Pier Paolo Pasolini “La notte quando è morto Pasolini”. Nel 2009 produce e realizza in co-produzione con Nuvola Film e Adriana Chiesa Enterprises il lungo metraggio “I baci mai dati”, con Donatella Finocchiaro, Piera Degli Esposti, Pino Micol, Beppe Fiorello.  Il film è attualmente in postproduzione.
“La notte quando è morto Pasolini” è un’intervista esclusiva a Pino Pelosi, risultato di un lungo e duro lavoro della regista con l’unico indagato per l’omicidio di Pasolini.
“Itiburtinoterzo” è un film documentario sulla periferia di Roma che raccoglie interviste a dei “ragazzi di vita” di oggi del Tiburtino Terzo, noto quartiere popolare.
Questi ragazzi di vita alle soglie del terzo millennio poco e molto hanno in comune con quelli che il poeta Pier Paolo Pasolini ci raccontava nei suoi film e nei suoi libri.
 
La stessa sera, nella galleria espositiva del museo, inaugurazione della mostra “Una strategia del linciaggio e delle mistificazioni” (sino al 19 febbraio 2010): sessanta pannelli attraverso i quali si racconta la storia della violenta persecuzione diffamatoria che Pasolini ha subìto da una parte della stampa lungo quasi vent’anni della sua vita, poi la crudeltà accanita e gli oltraggi feroci scatenati da quella stessa stampa sulla sua morte, infine alcune mistificazioni orchestrate negli ultimi quindici anni.
Le tele di Gianluigi Toccafondo, ispirate dai “referti” giornalistici, mostrano innanzitutto l’intensità dell’impatto emotivo che hanno avuto su di lui quei documenti e la loro ferocia razzistica. Un impatto di sdegno, probabilmente anche di disgusto, di orrore che Toccafondo ha espresso al di fuori di qualsiasi retorica, di qualsiasi facile condanna.
La mano di Toccafondo ha coperto la massa di alcune scritte con un nero o un bianco luttuosi e polemici, soprattutto ha enucleato la brutalità delle impaginazioni, delle parole, delle immagini, rovesciandole in un’ironia liberatoria che irride e smonta l’arroganza moralistica dei censori, dei giudici, degli accusatori, dei carnefici con la macchina da scrivere.
Alla serata dedicata al grande scrittore, regista e poeta, parteciperanno il filosofo Bruno Moroncini, il critico cinematografico Alberto Castellano, la regista Roberta Torre, i curatori della mostra Roberto Chiesi e Loris Lepri.
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