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L’Obelisco di Piazza del Gesù: la leggenda dell’Immacolata dal doppio volto

Si dice che se si fissa attentamente di spalle, il velo che avvolge il capo della Vergine appare come un volto stilizzato con lo sguardo fisso verso il basso e, secondo la leggenda raffigurerebbe la Morte in persona con tanto di gobba e scettro in mano

Sono innumerevoli i monumenti di Napoli avvolti da un alone di mistero. Tra questi c’è l’Obelisco dell’Immacolata che sorge al centro di Piazza del Gesù di fronte al bugnato. Il monumento, con in cima una guglia che rappresenta la Madonna, è considerato tra i maggiori esempi della scultura barocca napoletana. Su quest’opera aleggia un’inquietante leggenda. Si dice che in alcune ore del giorno, specialmente con la luce del tramonto o dell’alba, l’aspetto della statua della Madonna cambi. Se si fissa attentamente di spalle, dopo qualche giro intorno alla guglia, si ha l’impressione di essere minacciosamente osservati. Bisogna allontanarsi un bel pò per non sentire più questa spiacevole sensazione. Il velo che avvolge il capo della Vergine, visto da dietro, appare, infatti, come un volto stilizzato con lo sguardo fisso verso il basso e, secondo la leggenda raffigurerebbe la Morte in persona con tanto di gobba e scettro in mano. Qualcuno pensa che il mistero sia legato ad un’origine massonica. Per altri la matrice è solamente religiosa. Per altri ancora è una vetta “escogitata” dai Sanseverino, proprietari del palazzo trasformato poi nella Chiesa del Gesù Nuovo. La nobile famiglia fu, infatti, condannata alla confisca di tutti i beni per aver partecipato alla congiura contro il re Ferrante D’Aragona. Che sia realtà o semplice suggestione non è dato sapere, eppure molti storici dell’arte e studiosi sono pronti a confermare che la statua cambi effettivamente volto.

IL RITO DELL’8 DICEMBRE

In questo giorno dell’anno il sindaco della città rende omaggio alla Vergine Maria con l’offerta di un fascio di rose: i vigili del fuoco, utilizzando la scala telescopica, vanno a deporlo tra le mani della statua della Madonna. Il momento appartiene alla città e non al clero, come indicato dallo stemma apposto sulla cancellata che circonda la base della guglia. Tale decisione scaturì da un accordo tra papa Pio VII e il re Ferdinando I di Borbone nel 1818.

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