La Compagnia NEST racconta il debutto con il noto testo di Salemme, Premiata Pasticceria Bellavista (VIDEO)

Domenica 2 luglio sarà l’anteprima al Mercadante in occasione del Campania Teatro Festival Italia. Tra i protagonisti Di Leva, Pantaleo, Giuseppe Gaudioso che si cimentano per la prima volta con una commedia dell’attore e drammaturgo campano

Sono anni che la compagnia NEST, con il suo spazio teatrale a San Giovanni a Teduccio ormai radicato presidio culturale, osa e sperimenta e, adesso, sta raccogliendo le soddisfazioni con riconoscimenti che collettivamente e individualmente i componenti e fondatori stanno raccogliendo (il David di Donatello come non protagonista a Francesco Di Leva; il documentario Noi ce la siamo cavata ideato da Adriano Pantaleo; il buon riscontro natalizio del particolarissimo adattamento di Viviani che tutti loro hanno portato al Teatro San Ferdinando).

Tutte cartine torna sole che fanno alzare la posta facendoli avvicinare a generi sempre diversi, perché chi fa seriamente teatro e cinema non deve mai essere incasellato. Lo dimostra il testo con cui scelgono di essere presenti quest’anno al Campania Teatro Festival Italia, Premiata Pasticceria Bellavista di Vincenzo Salemme che debutterà in anteprima domenica 2 luglio al Teatro Mercadante.

E’ uno dei testi più divertenti e noti di Salemme che per Di Leva, Pantaleo, Giuseppe Gaudino e il regista Giuseppe Miale di Mauro è un classico contemporaneo.

“Una storia di cecità, di uomini e donne incapaci di osservare la vita e il mondo che li circonda. Il racconto di una condizione sociale e culturale in cui ogni personaggio della commedia è incapace di affrontare il percorso che la vita gli ha messo di fronte e agisce fingendo di non vedere. Non a caso arriverà proprio un cieco ad aprire gli occhi di tutti e metterli al cospetto della verità che nessuno di loro ha il coraggio di dire e dirsi. Paradosso Kafkiano che Vincenzo Salemme dipana lungo tutta la commedia con la sua penna ispirata fatta di battute fulminanti e tirate esistenziali che mettono in risalto un mondo ipocrita e vigliacco” affermano a unisono il regista e i suoi protagonisti in questi giorni ancora in prova.

La prima volta di Salemme

Premiata Pasticceria Bellavista diretto da Giuseppe Miale di Mauro è una produzione Diana O.r.l.s e dopo il debutto di domenica al Mercadante, gli spettatori potrà vedere il nuovo allestimento il 2 maggio 2024 al Teatro Diana.

Teatralmente parlando la parola novità è legato a doppio filo a Salemme: come in molti sanno a novembre porterà per la prima volta in teatro un testo non scritto da lui ma un capolavoro di Eduardo, suo maestro, Natale in Casa Cupiello.

Però, il concetto ‘prima volta’ è anche riferito a Premiata Pasticceria Bellavista, in quanto Salemme ha deciso di affidare al regista di un’altra compagnia, Giuseppe Miale Di Mauro, uno dei suoi testi più noti. Lui dirigerà Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Viviana Cangiano e tutta la compagnia del NEST in questo spettacolo che resta attuale e fresco, che denuncia la cecità di una società che assume un significato ancora più forte oggi con social e app che ne fanno da padroni.

Un altro banco di prova interessante per il NEST , come confermano Adriano Pantaleo e Giuseppe Gaudioso che abbiamo incontrato durante la presentazione della stagione 2023-2024 del Diana (Di Leva è assente perché si divide tra il set siciliano della miniserie prodotta da Netflix Il Gattopardo e le prove della pièce).

“Dopo Shakespeare, Pirandello, Eduardo, Age e Scarpelli, abbiamo deciso di confrontarci con questo testo che consideriamo a tutti gli effetti un classico contemporaneo” dicono Pantaleo e Gaudioso proprio come faceva Eduardo De Filippo, Salemme riesce a raccontare attraverso le vicende di una famiglia il mondo intero, un’umanità che cammina con i paraocchi, che ha difficoltà nelle relazioni, che mira solo al profitto personale, che mente spudoratamente e non guarda mai in faccia la realtà. Una storia amara ambientata nel regno del dolce: un laboratorio di pasticceria”

La trama

Scritta da Vincenzo Salemme negli anni ‘90, nel periodo in cui è stata molto dibattuta la legge sulla donazione degli organi e dove non sono mancati agghiaccianti fatti cronaca aderenti su quel tema che all’epoca è stato più controverso che mai, Premiata Pasticceria Bellavista ha al centro della storia due fratelli, Ermanno e Giuditta Bellavista, proprietari di una pasticceria annessa alla loro casa. Con loro vive la madre, sofferente di diabete e pressione alta. Ermanno ha una relazione in segreto con Romina, la quale è stanca di dover parlare con lui di nascosto e vuole che si decida a parlarne con la famiglia. Anche Giuditta ha una relazione segreta con Aldo, pasticcere alle dipendenze dei Bellavista, che però non ama la non bella Giuditta ma mira alla sua ricchezza.

Intanto si scopre che Ermanno tre mesi prima, ha subito un intervento di trapianto agli occhi, questi vennero prelevati da Carmine, un senzatetto che dopo un incidente automobilistico entra in coma. Creduto però morto, venne deciso di prelevargli gli occhi e trapiantarli ad Ermanno. Così, una volta svegliato dal coma, Carmine si ritrova cieco. Carmine riesce a raggiungere la pasticceria di Ermanno, rivelandogli che sono 3 mesi che non possiede più gli occhi, e che il prof. Rubelli, che ha eseguito l'intervento, è implicato nel gioco d'azzardo e nel traffico illecito di organi.

Carmine decide di rimanere nella pasticceria di Ermanno, dicendo che ora egli dovrà guardare la vita per lui. Intanto nascono due problemi: la mamma di Ermanno e Giuditta, convinta che i figli la vogliano far morire per impossessarsi dell'eredità, vuole tagliarli fuori dal testamento. Di conseguenza, Aldo non è più tanto sicuro di sposare Giuditta, sapendo che ella forse non potrà più ereditare. Carmine coglie l'occasione per ideare un piano con il quale potranno essere risolti i problemi di Ermanno, Giuditta e anche i suoi. 

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