Sabato, 23 Ottobre 2021
Cultura Ischia

Sapete dove nasce la ‘Ndrezzata, l’antica danza popolare dell'isola di Ischia?

Il rituale ha origini molto antiche: sembrerebbe ricordare la danza che le Ninfe eseguivano presso la sorgente di Nitrodi, a Buonopane

Ischia custodisce un ricco patrimonio di antiche tradizioni contadine e marinare. Tra gli eventi con le radici più antiche del folclore isolano c'è la danza rituale della ‘Ndrezzata (intrecciata), un tempo eseguita il giorno di Pasquetta e il 24 giugno, in occasione della Festa di San Giovanni.

Il rito della ‘Ndrezzata

La ‘Ndrezzata è un ballo in cui si effetua un intreccio di mazzarielli (lunghi bastoni in legno) e si articola in tre tempi: sfilata, predica e danza. Il rito prevede la partecipazione di nove coppie di danzatori - tutti uomini, anche se la metà fa la parte delle donne - due suonatori di tamburello e clarino e un “caporale”. Gli uomini portano sul capo un berretto bianco con fiocco rosso e indossano un giubbetto rosso con fascia verde, mentre le “donne” hanno un berretto rosso con fiocco bianco e un giubbotto verde con fascia rossa. Durante il primo tempo, la “sfilata”, tutti i danzatori sono muniti di “mazzarielli” e spade di legno che vengono battuti ritmicamente. Nel secondo tempo, la “predica”, gli ‘ndrezzatori, si dispongono a cerchio e formano con le loro armi una base sulla quale sale il caporale che in antico dialetto ischitano recita la predica: le strofe sono dedicate all'amore, alla paura dei saraceni, alle fughe sul Monte Epomeo, alla difficoltà del lavoro nei campi e alla costruzione del tetto bombato in pomice e calce, tipico delle abitazioni di Ischia. Nel terzo tempo, la “danza”, le coppie incrociando freneticamente le loro armi di legno e cantando, per rendere il ritmo travolgente, danno vita alla danza vera e propria, fino alla perentoria interruzione del caporale.

Le origini della danza

Le radici del ballo sono sconosciute. Numerosi elementi presenti nel testo portano a configurare la 'Ndrezzata come una sorta di poemetto epico popolare, un’elegia di tipo guerresco, ma al contempo un proemio di tipo amoroso. E’ probabile che la danza, collegata alla tradizione folcloristica campana, si leghi ai riti propiziatori della terra che coincidono col solstizio d’estate e che cade proprio qualche giorno prima della festa di San Giovanni, culto religioso cristiano sovrapposto alle antiche credenze pagane. Altri credono che le origini del canto siano ben più remote, qualcuno ha ipotizzato che la danza sia legata al retaggio mitico greco che si era diffuso a Ischia con i primi coloni dell'Eubea che avevano fondato Pithecusa (Ischia).

Il mito greco

Sembrerebbe che la ‘Ndrezzata ricordi la danza delle Ninfe inviate da Zeus, insiema ad Afrodite, per tranquillizzare Demetra, angosciata per il rapimento della figlia Persefone. Secondo la tradizione, le Ninfe danzavano al ritmo dei colpi battuti dai Satiri con spade di legno su manganelli, accompagnando la melodia della cetra d’oro di Apollo. Si narra che il dio si innamorò della ninfa Coronide presso la sorgente di Nitrodi, a Buonopane, proprio dove ebbero origine le danza. Da questa unione nacque Esculapio, il quale, vendicò l’uccisione della madre ad opera di Apollo, avvelenando le acque della fonte, e rendendo, così, litigioso chiunque si abbeverasse presso di essa. Le Ninfe decisero di tramandare la danza della ‘ndrezzata alle popolazioni del luogo e riunirono presso la sorgente gli abitanti di Barano e di Buonopane. Questi, al termine del rituale, decisero di rinfrescarsi nelle acque contaminate e da allora vissero in una lite continua, fino a quando, nel 1540, una fanciulla perse una cintura di corallo donatale dal fidanzato, un pescatore di Barano. La cintura fu presto ritrovata da un giovane di Buonopane, che, però, si rifiutò di riconsegnarla, scatenando un altro scontro con gli abitanti di Barano. Fortunatamente questa volta prevalse la ragione e fu siglata una pace duratura, suggellata da un simbolico rogo della cintura, motivo del contendere, nel giorno di Pasquetta davanti alla chiesa di San Giovanni Battista. Per l'occasione i buonopanesi ballarono proprio la ‘Ndrezzata, danza ereditata dalle ninfe della sorgente di Nitrodi.

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