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Pantaleo: “Sono orgoglioso di partecipare alla rinascita di Eduardo come drammaturgo”

Intervista all’attore napoletano che è tra i protagonisti principali dell’adattamento filmico di Natale in Casa Cupiello in onda su Rai1. Tanti i progetti, sia come interprete che come produttore

 

"Io sono molto felice di aver partecipato a questo progetto vincente. Sono felice di avere preso parte sia a Il Sindaco del Rione Sanità che a Natale in Casa Cupiello. Immagino che se fosse accaduto a un altro attore mio coetaneo avrei provato una sana invidia, perché sento di partecipare a una rinascita di Eduardo come drammaturgo di fama mondiale senza temere di stravolgerlo riportando sugli schermi e sulle scene i temi importanti che ha affrontato che sono senza tempo", dice soddisfatto Adriano Pantaleo che martedì 22 dicembre sarà su Rai1 accanto a Sergio Castellitto e Marina Confalone in Natale in Casa Cupiello di Edoardo De Angelis nel ruolo di Ninnillo.

Il bimbo di Io speriamo che me la cavo e lo Spillo di Amico mio è cresciuto, oggi vive a Roma con sua moglie e i suoi figli e si sta affermando sempre più come attore. Ha sempre desiderato lavorare nel cinema e nel teatro: ha studiato e si impegnato per fare in modo che questo diventasse seriamente il lavoro della sua vita, facendo anche scelte coraggiose e controcorrente che hanno svelato un temperamento da autore e produttore. Con Francesco Di Leva, non solo ha dato vita al Teatro NEST portando cultura in una realtà periferica, ma ha anche fondato la casa di produzione -TerraNera - con cui portano avanti i loro progetti cinematografici come registi e produttori di film e corti di giovani film maker.

Prima della pandemia avevano delle produzioni in cantiere, ma già hanno le idee chiare su come muoversi appena la crisi sanitaria lo permetterà. “Per fortuna sono entrate due nuove figure dedite alla produzione che hanno dato entusiasmo per ideare un futuro per TerraNera, altrimenti, in un momento come questo, sarebbe stato difficile per noi rialzarci. Tutti quei progetti ambiziosi che sarebbero dovuti partire sono stati congelati attualmente e che speriamo di riprendere quanto prima" spiega. "I set che sono ripartiti a singhiozzi sono quelli delle grandi produzioni. Anche noi, che se siamo una piccola casa di produzione, da poco, siamo riusciti a ricominciare con la lavorazione di un nuovo cortometraggio di un giovane regista".

Il legame con Lina Wertmuller

TerraNera ha coprodotto, insieme a Mediterranea Cinematografica, un documentario che ha preparato in occasione dei 30 anni di Io speriamo che me la cavo di Lina Wertmuller, la donna che gli ha cambiato la vita e con cui continua a mantenere un rapporto forte. La regista, premio Oscar alla carriera, è un punto di riferimento per l'attore e, ancora oggi, quando la sente non manca di chiedere consigli. "In questi anni ho sempre visto e sentito Lina Wertmuller. Lei è come una persona di famiglia. Anche se capita che per mesi non la sento basta telefonarle per poi andarla a trovare. Così era anche prima che mi trasferissi a Roma" racconta Pantaleo. "Durante quei pomeriggi a casa sua, si è sempre parlato di tutto. Per esempio, quando ho fatto Sensazioni d’amore, il mio primo cortometraggio da regista, le ho telefonato per dirglielo. Lei subito è stata disponibile per darmi dei consigli. Poi non sono riuscito a confrontarmi con Lina perché, improvvisamente, sono partito per girare per 4 mesi una serie in Olanda e quando sono tornato sono stato catapultato sul set di Sensazioni d’amore. Quando poi l'ha visto mi ha detto delle cose bellissime che mi porterò sempre nel cuore". 

Tommasino in Natale in Casa Cupiello

C’è attesa, non priva di qualche polemico pregiudizio, per la versione filmica del celebre capolavoro di De Filippo. Non ci possono essere confronti con le registrazioni fatte dalla RAI negli anni 60 e 70 che tutti conoscono. Al di là dei giudizi che possono esserci su questo film, c'è un rispettoso e doveroso distacco dove lo stile cinematografico di Edoardo De Angelis riesce a incastrarsi con il mondo eduardiano. Per Pantaleo la forza sta nell'intelligenza in cui gli attori hanno si sono misurati con i loro personaggi. Secondo lui ciò che potrà spiazzare gli spettatori sta proprio nella differenza tra le immagini che la memoria conserva della commedia e quello che si vedrà domani su Rai1: "Mi ero già ritrovato in un'operazione del genere con Il Sindaco del Rione Sanità diretto da Mario Martone. Lì si era fatta una trasposizione ai giorni nostri, per certi versi più rischiosa. Qui, invece, abbiamo avuto la fortuna di avere Sergio Castellitto che da attore intelligentissimo quale è non ha minimamente provato ad avvicinarsi a Eduardo. Inoltre non è napoletano. Ciò ha permesso che il suo Lucariello si discostasse subito dalla solita immagine che abbiamo. Lui lo interpreta con grande temperamento con quella autorità, talvolta violenta, che i padri di quell'epoca avevano. Essendo lui il traino della storia, tutti noi ci siamo accordati a lui”, puntualizza l’attore durante l’intervista.

“Nel mio caso, poi, c'è una differenza anche fisica. Il Ninnillo che siamo stati abituati a vedere, prima da Pietro De Vico e poi da Luca De Filippo, fisicamente sono molto grandi. Sono diversi da me, soprattutto se si pensa a Luca De Filippo che era un uomo altissimo che si dimena in quel lettino piccolo che gli sta stretto, subito c'è un distacco che facilita andare su altri registri. Io, infatti, ho reso Ninnillo più vicino a un folletto che salta agilmente dalle coperte. De Angelis ha mostrato tutto quello che solitamente non vediamo ma è stato scritto da Eduardo".

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