Nastri D’Argento 2020: il cinema napoletano premiato con Marco D’Amore e Valeria Golino

Assegnato lo storico premio cinematografico andato tra gli altri Favolacce come miglior film dei gemelli D’Innocenzo, Favino e Benigni come migliori attori. La cerimonia è stata dedicata a Ennio Morricone

Marco D’Amore

Si inizia con uno spezzone di ‘C’era una volta il West’ con le note composte da Ennio Morricone per il celebre film di Sergio Leone. È così che il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani sceglie di ricordare il maestro scomparso proprio durante la notte della cerimonia dei Nastri d’Argento, gli storici premi cinematografici istituiti dal sindacato e consegnati ieri sera. 

La 74ma edizione dei Nastri d’Argento è dedicata a Morricone che di Nastri ne ha vinti 11 insieme ai 2 Oscar e agli altri numerosi premi che durante la sua lunga e trasversale carriera ha vinto. 
Le colonne sonore che ha creato per Leone, Tornatore, Bertolucci, Petri, Quentin Tarantino e per molti altri registi sono capolavori che hanno accompagnato la vita di tutti, impreziosendo le immagini delle pellicole entrando, così, nella storia della musica e del cinema come il genio della musica.

Tutti i premiati che si alternano sull’Arena del Museo Maxxi di Roma dedicano un pensiero per colui che è stato definito il compositore del secolo, del resto, nessuno si sarebbe aspettato che la serata di premiazione dei Nastri d’Argento avrebbe coinciso con la morte di Morricone in un’edizione già particolare dove non c’è nulla della cerimonia tradizionale: nessuna consegna dei premi sul palco e tantomeno il rituale red carpet, ma solo un photocall d’ingresso. Nonostante la sobrietà imposta da una formula che deve tener conto dei protocolli di sicurezza sanitaria in Nastri d’Argento 2020 non rinunciano a festeggiare la vitalità del cinema con la sua voglia di ricominciare.
“Il cinema è un’altalena di emozioni. Anche in una giornata particolare come questa festeggia una serata che segna il nuovo inizio del cinema, la sua attesa ripresa” dice Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato e alla guida dei Nastri d’Argento che per la prima volta sono stati trasmessi in diretta su RaiMovie vedendo trionfare come miglior film ‘Favolacce’, la pellicola outsider dei giovani fratelli D’Innocenzo che vince 5 Nastri, Matteo Garrone come miglior regista per il suo ‘Pinocchio’ e ‘Figli’ del compianto Mattia Torre diretto da Giuseppe Bonito per il miglior film commedia che ottiene altri due Nastri per i suoi protagonisti Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea come migliori interpreti nella categoria commedia.   

Favino, Benigni e Napoli ai Nastri d’Argento
Per la seconda volta la conduzione dei Nastri d’Argento è affidata al garbo dell’attrice Anna Ferzetti compagna di Pierfrancesco Favino che dopo aver vinto nel 2019 il Nastro nel come migliore attore protagonista per Il Traditore bissa con Hammamet di Gianni Amelio, in cui sfodera ancora una volta nel ruolo di Craxi la sua straordinarie capacità mimetiche e interpretative: “Cambiare fisicità è una grande possibilità che offre questo mestiere. Qualsiasi attore senza un ruolo e senza i registi sono nulla e io ringrazio Gianni Amelio perché mi ha offerto un personaggio che mai avrei pensato di fare. Sono fiero di rappresentare tutta la categoria degli attori”.
Se da un lato c’è il Bettino Craxi immaginato da Amelio negli ultimi giorni della sua vita a fare da contraltare c’è il Geppetto di ‘Pinocchio’ interpretato dal premio Oscar Roberto Benigni che vince come miglior attore non protagonista. “Il Nastro d'argento è tra i più ambiti d'Italia, un premio dato da coloro che ancora vanno al cinema. Voglio ringraziare per aver fatto il padre più famoso del mondo dopo San Giuseppe e poi voglio ringraziare Garrone che mi ha dato l'opportunità di fare sia Geppetto dopo aver fatto Pinocchio che ha dato modernità a una favola dell’800. Adesso mi manca solo di fare la fata turchina. Penso che nessuno abbia fatto entrambi i ruoli. Dedico il Nastro a coloro che hanno sofferto per il Covid. Adesso il cinema riprenderà più forte di prima dopo che siamo stati catapultati in un universo senza abbracci. Adesso andrò saltellando senza mascherina all'aria aperta gridando per la mia felicità – dichiara Benigni - Oggi ricevo questo premio con una nota triste. Dico di proposito nota. Ennio Morricone era genio e regolatezza perché era rigoroso e serio. La sua grandezza era nella sua normalità, lui faceva squillare il mondo con i suoi suoni e le sue trombe con tanta poesia".
A chi dice che la quantità di categorie premiate dai Nastri d’Argento sono troppe la Delli Colli risponde: “Ce lo chiediamo ogni anno e ancora una volta rispondiamo forse, ma sono segnalazioni tanto più quest’anno significative e meritate: la scelta del Direttivo ha voluto sottolineare la qualità di un anno difficile per tutti e anche per il cinema che sta tentando di resistere. I premi servono a sottolineare perché sono il solo modo, a volte, di fronte alla crisi degli spettatori, per aiutare il pubblico a scegliere e a riscoprire”

I Nastri 74 hanno premiato gli artisti e i tecnici di una stagione che il lockdown ha fermato in un momento in cui il cinema italiano era al centro di una ripresa eccezionale dove anche Napoli ha dato il suo contributo. Quest’anno il cinema campano è stato candidato in gran parte delle categorie e ha visto la vittoria del musicista napoletano Pasquale Catalano per la colonna sonora di ‘La Dea Fortuna’ che vince il nastro per ex-aequo con Brunori Sas per Odio L’Estate. 
Oltre a Catalano che con il suo premio fa arrivare a tre nastri il film di Ferzan Ozpetek (gli altri due nastri vanno a Jasmine Trinca come miglior attrice protagonista e a Diodato per la miglior canzone) i campani trionfano all’edizione 2020 dei Nastri d’Argento con Valeria Golino e Marco D’Amore.

Valeria Golino fa doppietta
Un’annata cinematografica dove Valeria Golino si è fatta in due come dimostrano le sue doppie candidature che sono arrivate quest’anno prima ai David di Donatello e adesso ai Nastri dove vince come miglior non protagonista per due film, ‘5 è il numero perfetto’ di Igort (per questo film la Golino ha anche vinto il David nella stessa categoria) e ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Céline Sciamma. Due ruoli contrapposti in film altrettanto diversi: uno è ambientato nella Napoli noir e fumettistica degli anni ’70 mentre l’altro racconta la Francia del ‘700. 
“Sono sempre felice di ricevere il Nastro d’Argento e anche se in modo distanziato sono contenta che ci sia stata questa cerimonia perché è un momento di speranza e che vuol dire ricominciare” racconta l’attrice napoletana e spiega “Da quando dirigo forse è migliorato il mio modo di fare l'attrice e anche il mio rapporto con i registi.  Ringrazio Igort e Céline Sciamma che mi hanno dato l'opportunità di partecipare a due film per loro personali facendo parte di universi unici. Sono due film fatti a distanza molto breve l'uno dall'altro, fatti in due lingue diverse e ambientati in epoche diverse. Spero di lavorare presto con loro”.

Il nastro all’esordio di D’Amore ‘L’Immortale’
Quest’anno è stato detto più volte che Marco D’Amore resta legato al personaggio di Ciro Di Marzio che continua a dargli tante soddisfazioni come vincere il Nastro d’Argento come miglior regista esordiente per l’esperimento de ‘L’Immortale’ film che farà da trait d’union con la storia della quinta stagione di Gomorra che si dovrebbe riprendere a girare in autunno. 
"È stato emozionante io ho sempre rotto le scatole ai registi spiando il loro lavoro. Ho voluto prendermi la responsabilità di portare sullo schermo un personaggio che è stata la mia ossessione e che forse è diventato anche il mio alter ego. Il Nastro è un attestato di fiducia. Io continuerò a impegnarmi con passione sacrificando tutto quello che c'è da sacrificare come mi ha insegnato il mio maestro Toni Servillo- dice emozionato D'Amore e continua - La grande difficoltà è stata realizzare un film che si spostasse su due assi temporali in due luoghi geografici diversi. Per me è stata un’esperienza bellissima perché abbiamo lanciato una sfida portando il capitolo di una serie tv famosa come Gomorra al cinema e, non nascondo, che a me e a tutta la troupe tremavano un po’ le gambe per questa impresa nuova ma folle. Spero di vivere avventure analoghe e spericolate con le persone che sono cresciuto professionalmente"

Il Nastro d’Argento alla carriera a Toni Servillo
Il Nastro d’argento alla carriera quest’anno va a Toni Servillo proprio per la sua poliedricità tra teatro e cinema. Poco prima dell’inizio della premiazione Servillo commenta con una certa meraviglia il riconoscimento: “Non mi aspettavo questo premio. Ringrazio il sindacato e mi impegnerò nei prossimi anni per fare di meglio al cinema. La motivazione è bella perché non dimentica il teatro. Sono 40 anni tra teatro e cinema. Questo è stato un anno atipico per lo spettacolo per questo sono ancora più felice di tornare tra una settimana sul set di Mario Martone per girare ‘Qui rido io’, il film sulla vita di Scarpetta. Con questo film si il cinema si unisce al teatro e sono lieto di ritrovare Mario compagno di tante avventure teatrali”
Per Toni Servillo il teatro resta al primo posto infatti dedica il Nastro alla carriera proprio al teatro e agli attori: “Dedico questo premio agli attori perché fare questo mestiere significa perdersi e ritrovarsi e un premio alla carriera ti fa ritrovare ma lo voglio dedicare anche ai teatri che ancora sono chiusi che ancora aspettano indicazioni chiare per riprendere a fare questo lavoro".

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Gli altri premi
Oltre al Nastro alla carriera per Servillo ci sono stati il Nastro d’oro assegnato al direttore della fotografia 3 volte premio Oscar a Vittorio Storaro e il Nastro d’Argento per il film dell’anno a ‘Volevo Nascondermi’ di Giorgio Dritti con protagonista Elio Germano premiato con l’Orso d’argento a Berlino. Il film è stato uno dei primi film bloccati dall’inizio della quarantena e sarà anche il primo a ritornare in sala a fine agosto quando tutti i cinema italiani saranno riaperti. 

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