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Giovedì, 22 Febbraio 2024

Emiliano Dario Esposito

Giornalista NapoliToday

Pino, sono passati otto anni e non ci manchi: sei ancora (e sarai sempre) qui con noi

L'artista partenopeo si è spento il 4 gennaio del 2015. Ma il ricordo di chi gli era vicino, quello di chi non gli era intimo, e soprattutto la sua musica, lo hanno reso di fatto senza fine

Gli anni senza Pino Daniele oggi sono diventati otto, e i partenopei non lo dimenticano. Possiamo esserne certi: la sua voce, la sua musica, resteranno per sempre. L'alfiere del neapolitan power ha portato alla gente il soul ed il rhythm and blues, rileggendo i generi in una geniale chiave attuale (forse futuribile addirittura) e popolare come soltanto i grandi artisti riescono a fare. Quelli che sopravvivono alla loro morte attraverso ciò che hanno fatto.

Ma Pino Daniele c'è ancora innanzitutto attraverso il ricordo di chi lo ha amato, una platea enorme. Innanzitutto gli intimi. La figlia Sara dedica al papà ogni anno un messaggio. Questo 2023 sottolinea che le sembra passata, da quel triste 4 gennaio del 2015, “un'eternità”. “Non sono mai stata brava con le parole, penso sia l'unica cosa che non ho preso da te – spiega Sara Daniele – Mi capivi solamente con uno sguardo, ti bastava guardarmi e trovavi sempre la parola giusta da dirmi in quel momento. Mi manchi sempre. Il 4 gennaio 2015 è stato il giorno in cui ho perso il mio punto di riferimento, l'uomo della mia vita. Ti cerco ancora anche se non ti vedo e non penso che smetterò mai”. Commovente anche la foto che accompagna il post Instagram della ragazza. Si tratta di un biglietto, scritto a mano da suo padre: “Io vi sono sempre vicino anche quando sono fuori”. Sara, oggi, gli risponde così: “Lo spero Pà”.
Fabiola Sciabbarrasi, seconda moglie del cantante con la quale ha avuto tre figli, gli ha pochi giorni fa dedicato parole importanti su Rai1: “Preferisco ricordare quello che abbiamo condiviso piuttosto che quello che abbiamo perduto poi. Sicuramente il tempo anche di dirci scusa, per i malintesi, i contraddittori. Il tempo di dirci mi manchi, ti amo. Il tempo poi alla fine qualcuno ce lo toglie, poi è troppo tardi. Ma io non ricordo Pino con tristezza, lui era linfa di vita”.

Poi c'è chi lo ricorda senza essergli stato intimo. Come la folla che ha partecipato all'evento tributo organizzato nella Galleria Umberto dalla Fondazione presieduta dal figlio del cantautore, Alessandro. Un omaggio tra canzoni famose e famosissime, nonché da un inedito ('O presepe) scritto per Eduardo De Filippo, il tutto con sullo sfondo anche immagini di Massimo Troisi e dei suoi film musicati da Pino.
Eventi dedicati alla memoria dell'artista si terranno a Napoli (ad esempio oggi quello organizzato al Gambrinus dal deputato Francesco Borrelli e dallo speaker radiofonico Gianni Simioli), ed in molte altre parti del paese (come l'appuntamento domani a Taranto, sul palco del Teatro comunale Fusco, con Gigi De Rienzo, Tony Esposito ed Ernesto Vitolo, che di Pino erano colleghi ed amici), segno di un affetto e di un rispetto intramontabile.

E quindi possiamo dirlo. Pino Daniele non ci manca, semplicemente perché è rimasto con noi. La sua musica risuona tra le strade della città, al chiuso dei locali, nei tributi a lui dedicati come nelle case in cui suonano i suoi dischi. Online ci sono i suoi live, le sue partecipazioni in tv, i momenti che ha condiviso con altre icone dell'animo napoletano come Massimo Troisi o Diego Maradona. Pino, otto anni dopo, è semplicemente ancora qui.

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