menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Foto di Chiara Di Martino

Foto di Chiara Di Martino

La Basilica di Santa Chiara, e il pianto senza sosta di Sancha

La leggenda del Complesso monumentale del Trecento che ospita anche un chiostro maiolicato e, nella chiesa, un affresco di Giotto

All’impronta gotica, testimonianza dell’epoca in cui nacque, si aggiunse nei secoli l’ispirazione barocca: nel 1742, infatti, la chiesa subì delle modifiche ad opera dell’architetto Domenica Antonio Vaccaro, di cui oggi non resta traccia. Marmi policromi, stucchi e cornici dorate; il tetto a capriate fu nascosto da una volta affrescata da grandi pittori dell’epoca. Il complesso, al quale è dedicata la celebre canzone “Munastero ‘e santa Chiara”, fu danneggiato pesantemente dai bombardamenti che colpirono Napoli nel 1943: fu perciò ricostruita e restaurata sotto la direzione di Mario Zampino, secondo l’originario stile gotico. La chiesa fu riaperta al culto nel 1953 ed è oggi uno dei capolavori più ammirati della città con i suoi quattro chiostri (tra cui quello maiolicato delle Clarisse, che scampò ai bombardamenti del 1943), gli scavi archeologici, il Museo dell’Opera e una grande biblioteca che ospita 50mila volumi, con una importante sezione relativa alla storia e cultura francescana, e circa 40 codici del Cinquecento e Seicento.

Alla sinistra della Chiesa, la torre campanaria trecentesca: non è mai stato chiarito se l’attuale conformazione a tre piani fosse quella definitiva o se in realtà il progetto originario prevedesse l’aggiunta di altri due piani. Il campanile crollò con il terremoto del 1456: si salvò soltanto il basamento in marmo. A inizio Seicento fu ricostruito in stile barocco: la sola parte della torre originale del Trecento è quella inferiore, mentre i quadranti superiori appartengono ai restauri successivi. Sulla facciata, tra il basamento e il primo livello, quattro inscrizioni angioine raccontano la fondazione della basilica, ma l’ordine cronologico degli avvenimenti è errato: si ipotizza che, durante la ricostruzione dei secoli successivi, le inscrizioni siano state posizionate non tenendo conto della corretta sequenza temporale.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Vaccini agli over 60, al via le prenotazioni

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

NapoliToday è in caricamento