Il Martin Eden napoletano di Pietro Marcello conquista tutti al Festival di Venezia

Immenso Luca Marinelli

Foto Ansa

Un lungo applauso c’è stato oggi alla conferenza stampa veneziana di Martin Eden e per il suo protagonista Luca Marinelli. Il secondo film italiano in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e, soprattutto, l’altra pellicola tutta napoletana insieme a Il Sindaco del Rione Sanità di Mario Martone a essere in gara nella selezione ufficiale del festival.

Diretto da Pietro Marcello, apprezzato e premiato documentarista, che con Martin Eden ha realizzato il suo primo lungometraggio di finzione e che sta solo raccogliendo pareri favorevoli dai semplici spettatori e dagli addetti ai lavori che oggi hanno visto il film a Festival di Venezia.

La storia tratta da Jack London

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Jack London, il film è una riflessione sulle differenze tra le classi sociali e il mondo in cui non si può fare a meno di pensare all’attualità dei nostri tempi dove però la cultura qualche volta vince. Il punto di partenza è Martin Eden, giovane marinaio (in questo caso diventa un marinaio di Napoli) che dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, rampollo della borghesia industriale, è ricevuto in casa della famiglia del ragazzo e qui conosce Elena, la bella sorella di Arturo, e se ne innamora. La ragazza, colta e raffinata, diventa non solo un'ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore avvicinandosi ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese.

Dalla California del romanzo alla Napoli del film per una storia universale

Per alcuni Martin Eden è tra i film in concorso che potrebbe essere in odore di premi. Convince l’approccio originale, a tratti ambizioso, di Pietro Marcello che nel romanzo ha trovato di interessante l’universalità della storia. La crescita di un ragazzo che si evolve attraverso la cultura che in fondo è la storia stessa di Jack London. Per Marcello e Maurizio Braucci, che ha co sceneggiato insieme a lui il film, London è contemporaneo proprio per la sua visione che è avanti. Anche per questo motivo hanno deciso di portare avanti con mille difficoltà questo progetto facendone una libera trasposizione adattata a Napoli, in un contesto totalmente diverso dalla storia di origine ambientata in California.

Un film da far vedere nelle scuole

Per Pietro Marcello essere a Venezia significa che è stato accolto dalla Mostra, un’epifania: << Il concorso del festival poi è una roulette. L’importante per noi è essere riusciti a finire il film che ha un grande tema di fondo: il valore delle persone>>. Infatti, molti giornalisti e critici non hanno dubbi che Martin Eden dovrebbe essere distribuito nelle scuole per il suo forte significato pedagogico. Inoltre per il modo in cui affonda le più profonde radici nella storia e nella cultura politica del secolo scorso: all’interno del film ci sono molti materiali di archivio, del repertorio per raccontare la grande storia del ‘900 che nasce dal passato di documentarista di Pietro Marcello.

Un immenso Martin alias Luca Marinelli

Un plebiscito è per la fantastica interpretazione di Luca Marinelli. Marinelli appartiene alla nuova generazione di attori italiani più talentuosa. Ha al suo attivo la vittoria di un David di Donatello per il ‘villain’ di Lo Chiamavano Jeeg Robot, la collaborazione con registi importanti come Virzì, Danny Boyle e Saverio Costanzo e ha convinto tutti il suo Fabrizio De André nel biopic Il Principe Libero e anche in Martin Eden regala un’interpretazione strepitosa reggendo interamente il film, convincendo anche nei dettagli dell’inflessione napoletana.

«Ero emozionato quando Pietro Marcello mi ha chiamato avendo amato follemente il suo Bella e Perduta. Insieme abbiamo lavorato per portare alla luce Martin>> dichiara Luca Marinelli raccontando come ha costruito il suo personaggio << Il lavoro che ho fatto sul personaggio è iniziato dalla lettura del libro e dalle prime stesure delle sceneggiature. C’è stato un dialogo attivo tra anime. Ho vissuto a Napoli un mese prima delle riprese. Con gli altri attori abbiamo fatto delle prove teatrali. C’è stato un lavoro sulla lingua napoletana e sulla forza fisica del personaggio».

Inoltre Marinelli aggiunge che la cosa che l’ha intrigato di più è come Martin affronta la vita: «Martin Eden è un avventuriero che affronta il mondo e l’esistenza come del resto ha fatto Jack London. Viaggiando, mantenendo uno sguardo aperto verso la realtà che lo circonda. E’ un ragazzo che vuole riscattarsi. Viene spinto verso il socialismo dal suo mentore (interpretato da Carlo Cecchi). Durante il suo cammino trova molte delusioni che lo fanno perdere a un certo punto».

Martin Eden è anche vittima e sopraffatto dal successo cosa che è lontana dall’indole di Luca Marinelli che è uno degli attori più richiesti del momento: «Per me bisogna restare sempre con i piedi per terra fedeli alle proprie idee. Questa è e sarà sempre la mia strada».

Un film sul riscatto rivolto ai giovani

E’ un film poetico, di grande sensibilità che si fa spazio in un periodo complicato come quello di oggi. Martin Eden ha l’obiettivo di essere diverso di fare la differenza, uscendo anche un po' fuori dal coro. E’ un film che non può fare a meno di rivolgersi ai giovani, può parlare a loro offrendo un linguaggio diverso, completamente opposto dalla società consumistica dei social e dei reality.

Sicuramente l’asso della manica di Martin Eden è il modo originale con cui è stato girato realizzando una pellicola sul riscatto, altro argomento pulsante della storia e in qualche modo non si può non pensare a Napoli che è stata nevralgica per realizzare il film. Per il regista di origini casertane Napoli è un set ideale:  «E’ una città tollerante, che ti accoglie. E’ una città di mare cosa importante per la storia. Poi Napoli è a noi familiare e si potrà riscattare attraverso i giovani e la cultura. E ha contribuito a farci girare in uno stato di grazia».

A fargli subito da eco è lo sceneggiatore napoletano Maurizio Braucci: «Sostenere i giovani è importante. Bisogna credere in loro. Non farsi fermare dai “No” di alcuni maestri. La scuola è importante ma dobbiamo conoscere ma andare oltre le cose, guardando al proprio futuro. Non è un caso che Martin Eden racconti la nostra storia, la storia di chi si è formato non nella famiglia, o nella scuola, ma attraverso la cultura incontrata lungo la strada. È il romanzo degli autodidatti, di chi ha creduto nella cultura come strumento di emancipazione».

Pietro Marcello e Luca Marinelli venerdì a Napoli

Il film uscirà nei cinema italiani il 4 settembre, ma venerdì 6 settembre il regista Pietro Marcello e l’attore Luca Marinelli saranno al cinema Modernissimo per salutare il pubblico alle ore 21.15.

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