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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
La mostra

Due manoscritti preziosi in mostra alla Biblioteca Nazionale

L'esposizione, dal titolo “Di porpora e di luce”, sarà aperta dal 1 dicembre 2023 al 6 febbraio 2024

In mostra alla Biblioteca Nazionale di Napoli da domani, venerdì 1 dicembre, due manoscritti di rara preziosità integralmente in pergamena purpurea e vergati in inchiostri d'argento e d'oro: un Vangelo ravennate (ex Vindob. Lat.3) contenente frammenti dei Vangeli di Luca e Marco, tra i più antichi codici purpurei conservati nei musei e biblioteche europee, risalente alla fine del V sec. d.C., e un Lezionario (ex Vindob. Gr.2) databile al IX o a X sec. di committenza imperiale bizantina, come sembra suggerire il signum crucis con iscritto il nome "Basilius", probabilmente un riferimento a Basilio I il Macedone o a Basilio II, entrambi appartenuti al convento di San Giovanni a Carbonara e, dopo varie vicende, pervenuti alla Biblioteca Nazionale di Napoli. "Di porpora e di luce. Forma e materia dell'antico nei codici della Biblioteca Nazionale di Napoli" è il titolo della mostra allestita a Napoli, la prima in assoluto dedicata ai codici con fogli in pergamena purpurea, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell'Università della Campania "Luigi Vanvitelli" e la Biblioteca Nazionale "Vittorio Emanuele III" .

Una mostra resa possibile, sottolinea la direttrice Maria Iannotti, dalla ricchezza di codici purpurei della biblioteca napoletana, "sempre prodiga nel donarci bellezza ed occasioni di ricerca scientifica". In mostra lussuosi codici con fogli in pergamena color porpora, veri e propri oggetti d'arte che testimoniano la moda del codice "all'antica" e il revival dei purpurei intorno alla metà del Quattrocento, che dal Veneto a Roma, attraverso la circolazione di libri, artisti e committenti, si diffondono anche nella Napoli aragonese (1443-1501). Testimone esemplare della circolazione di artisti e di opere è il De Officiis di Cicerone (ms. IV.G.65), realizzato nell'Urbe verso il 1470 dal calligrafo Bartolomeo Sanvito e dal miniatore Gaspare da Padova per un membro della famiglia Gonzaga di Mantova. La mostra racconta, attraverso straordinari codici con fogli purpurei antichi, medievali e rinascimentali, l'avventura plurisecolare di un prodotto librario che ha segnato la storia della cultura occidentale, cambiando nei secoli forma, significato e funzione, ma mantenendo intrinseche valenze simboliche.

Il colore porpora, fin dall'antichità associato all'idea di ricchezza e potere ed alla figura dell'imperatore, con l'avvento del cristianesimo viene messo in relazione al sacrificio di Cristo, ma anche alla sovranità della Chiesa che adotterà la simbologia del potere imperiale. La mostra, visitabile gratuitamente fino al 6 febbraio, include anche una sezione in cui sono esposte fonti letterarie che documentano la diffusione dei codici purpurei e l'uso e il significato della porpora attraverso i secoli; si chiude, infine, con una sezione dedicata alla tintura della pergamena e ai coloranti utilizzati per ottenere il colore porpora nelle sue diverse tonalità.

L'interessante mostra rientra nell'ambizioso progetto multidisciplinare "PURPLE - PURple Parchment LEgacy", finanziato dal ministero dell'Università e della Ricerca, basato su una serrata collaborazione tra la ricerca storico-artistica e l'indagine scientifica. Sui manoscritti esposti in mostra sono state effettuate analisi diagnostiche con tecniche avanzate non invasive sotto la guida del prof. Maurizio Aceto (Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica dell'Università del Piemonte Orientale), del prof. Angelo Agostino (Dipartimento di Chimica dell'Università di Torino) e del dott. Marcello Picollo (Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" - CNR). Le analisi scientifiche, esaminando le peculiarità tecniche e materiche e analizzando i pigmenti, hanno permesso di gettare nuova luce sulla vita di questi codici, testimoni unici del "filo purpureo" che unisce l'Antichità al Rinascimento, assicurando così la conservazione di questi veri e propri oggetti d'arte per le generazioni future.

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