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Basilica di Capodimonte, la leggenda della sposa infelice che ricompare in Primavera

Si narra di una creatura infelice che compare nelle sere di Primavera seduta sulle scale de "La Piccola San Pietro", in attesa del suo futuro sposo; un uomo che non arriverà mai, ma che la donna attenderà invano con il volto coperto dal velo bianco, nella speranza di riuscire un giorno a coronare il suo sogno d’amore

Napoli è riconosciuta nel mondo come “la città d’o’ sole e d’o’ mare”, ma è famosa anche per le tante leggende e superstizioni che da secoli si tramandano di generazione in generazione. Una di queste racconta il dolore di una giovane donna che non ha mai potuto coronare il suo sogno di unirsi in matrimonio e continua anche nell’altra vita a rammaricarsi tristemente. Non si conosce il suo nome, né quanti anni avesse quando scomparve per sempre. Per i napoletani è semplicemente «’a sposa ‘e Capodimonte», una creatura infelice che compare nelle sere di Primavera seduta sulle scale della Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte (nota popolarmente come "La Piccola San Pietro") in attesa del suo futuro sposo; un uomo che non arriverà mai, ma che la donna attenderà invano con il volto triste e malinconico coperto dal velo bianco, nella speranza di riuscire un giorno a coronare il suo sogno d’amore.

La leggenda narra che la fanciulla, secoli fa, si ammalò di tubercolosi, una malattia infettiva molto diffusa tra i ceti più poveri a causa delle pessime condizioni igienico-sanitarie in cui vivevano e della malnutrizione a cui erano costretti. Lo stato di salute della promessa sposa, a pochi giorni dalle nozze, iniziò a peggiorare, a nulla servirono i tentativi per guarirla, la sua giovane vita si spense il giorno prima del matrimonio. All’indomani della sua morte, i drappi e gli addobbi bianchi che abbellivano la chiesa cedettero il posto a quelli neri in segno di lutto, e il parroco invece di celebrare il lieto evento, commemorò il funerale della giovane sposa. La stessa maestosa chiesa che l’avrebbe dovuta unire in matrimonio si era trasformata nella sua tomba eterna. La credenza vuole che la sposa ricompaia proprio nelle sere di Primavera (morì probabilmente fra marzo e giugno) e si faccia vedere soltanto dalle ragazze nubili.

Questa, appena raccontata, non è l’unica storia che alleggia intorno alla Basilica Madre del Buon Consiglio a Capodimente. All’esterno della Basilica, in prossimità dell’ingresso, è posta una lastra di pietra che ricorda un evento prodigioso. Si narra che durante il terremoto del 1980 il busto di marmo della Madonna posto in cima alla facciata, si staccò di colpo e cadde in piedi senza riportare danni a cose o persone. L’evento scosse la cittadinanza che lo ritenne un «miracolo» anche se, in realtà, la statua si spaccò in due parti: il busto della Vergine col Bambino e la testa della Madonna.

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