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Martedì, 18 Giugno 2024
Cultura

"Il Sogno di Lamont Young"

Partendo dal suo misterioso suicidio nel Castello di Villa Ebe, oggi ancora in stato di rudere, il documentario vanta le testimonianze di numerosi esperti sul genio di Lamont Young

Mercoledì 22 febbraio alle ore 19.30, ci sarà la proiezione di “il Sogno di Lamont Young” un film documentario di Francesco Carignani, presso lo spazio In Arte Vesuvio, a via Nazario Sauro 23, Napoli (contributo per la proiezione 5€). Partendo dal suo misterioso suicidio nel Castello di Villa Ebe, oggi ancora in stato di rudere, il documentario grazie alle testimonianze di numerosi esperti, tra cui il Prof. Alessandro Castagnaro (Presidente ANIAI Campania), racconta gli spettacolari progetti di questo architetto inglese vissuto a Napoli tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900: tra cui vari castelli, uno chalet svizzero e la meno famosa casa girevole a Vivara. Sono illustrati i progetti mai realizzati, visionari per quell’epoca, come il primo progetto di metropolitana, all’epoca visto con molta diffidenza: un vero e proprio piano urbanistico che prevedeva anche la costruzione di un arcipelago di isole a Posillipo, il Rione Venezia ed una parte incentrata su Bagnoli. Young aveva identificato Bagnoli come punto ideale per lo sviluppo turistico e culturale, progettando lì il capolinea della sua metropolitana, dove sarebbero dovuti sorgere stazioni balneari, grandi alberghi, parchi pubblici ed un palazzo per le esposizioni internazionali, che avrebbe dato modo, a quei napoletani che non avrebbero potuto viaggiare, di scoprire altre culture. Un personaggio di inizio Novecento, legato a temi attualissimi: sostenibilità, ecologia e cultura.

Autore di numerosi brevetti, tra cui una macchina volante, il documentario racconta anche la sua passione per le invenzioni. Viene approfondita la vita personale di questo genio, riuscendo in maniera esclusiva e per la prima volta a risolvere alcuni misteri, soprattutto sulla sua morte. Il documentario è realizzato con il contributo della Regione Campania ed il supporto del DiARC della Federico II.

“Quando il documentario era in produzione, abbiamo avuto l’impressione che qualcosa si stesse muovendo sia per Bagnoli che per Villa Ebe. Se nel primo caso gli avanzamenti della bonifica non sono sempre comunicati al pubblico, su Villa Ebe ho l’impressione che, dopo il bando internazionale e molto entusiasmo, oggi sia tutto fermo. Come cittadini abbiamo il dovere di tenere alta l’attenzione sul recupero di queste importanti opere del nostro patrimonio, come il Mausoleo Schilizzi, l’Albergo dei Poveri e tanti altri edifici di pregio che purtroppo versano in uno stato non ottimale. La storia raccontata è quindi utile per far conoscere questo personaggio geniale, ma spero accenda anche delle riflessioni sulla Napoli contemporanea, sull’urbanistica di oggi e sulla visione di sviluppo cittadino che troppo spesso sembra essere assente” dichiara il regista e produttore, Francesco Carignani.

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