La guerra oltre la notizia: il libro di Ilenia Menale

Un testo che ha superato le aspettative La guerra oltre la notizia, libro di esordio di Ilenia Menale, giovane giornalista aversana.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

Che cosa pensano i giornalisti di guerra una volta rientrati dalla loro missione? E cosa provano in guerra? Perché molti di loro sentono la necessità di scrivere un libro subito dopo l’esperienza di guerra? A queste domande risponderanno due ex inviati e giornalisti contemporanei, Toni Capuozzo e Franco Di Mare, che replicheranno alle domande dell’autrice e caleranno il lettore nei loro trascorsi con l’ausilio di due testi recenti: Il cecchino e la bambina e Adiós, entrambi scritti dopo l’esperienza di guerra. C’è differenza tra la notizia riportata sui giornali e quella scritta nei libri? E le memorie, quanto incidono le loro memorie nella loro vita quotidiana, quella di oggi? Il giornalista di guerra è anche e soprattutto un uomo che non dimentica, che non vuole, non può e non riesce a dimenticare. Il lettore si cimenterà in una breve storia sul giornalismo di guerra ed entrerà nei toni cupi delle vicende belliche restando sgomento per quello che vedrà pur non avendo mai visto. La prefazione del libro è di Franco Di Mare. Il lavoro ha ottenuto il patrocinio dell’Ordine Dei Giornalisti del Lazio. Ilenia Menale, aversana ma residente da alcuni anni a Roma è una giovane giornalista con due lauree, una in Economia e Management ed una in Comunicazione d’Impresa. Si occupa di ufficio stampa culturale e politico, è giornalista freelance e docente di giornalismo presso alcuni licei del Lazio e della Campania. Ad Aversa cura il Laboratorio di Giornalismo Cross Medial presso il Liceo Scientifico Enrico Fermi. Da sempre ripudia ogni forma di violenza. Scrive sul testo Giovan Battista Brunori, Vice Caporedattore Esteri e Vaticanista Tg2: “Il libro conduce il lettore ad andare oltre i luoghi comuni sulla guerra e a confrontarsi con le esperienze concrete del giornalista che compie in condizioni proibitive il proprio lavoro, per amore della verità. Un documento su un mestiere affascinante ma difficile che mette a dura prova le emozioni e i sentimenti dell'inviato che, prima che un professionista, è un uomo che sceglie di denunciare - a rischio della sua incolumità personale - l'assurdità della violenza dell'uomo sull'uomo.”

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