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Cultura

In cinquemila per l'apertura del museum Jago sotto la pioggia: a Napoli trionfa la cultura

Nella chiesa di Sant'Aspreno ai Crociferi che riapre dopo 40 anni

Folla delle grandi occasioni per l'inaugurazione dello Jago Museum alla Sanità, nella chiesa di Sant'Aspreno ai Crociferi. La Chiesa, riaperta dopo 40 anni, ospita anche la Pietà una personalissima rielaborazione della statua di Michelangelo fatta da Jago che ritorna al suo luogo d’origine dopo una serie di fortunate mostre. Proprio nella chiesa del Borgo dei Vergini, a porte chiuse, Jago ha realizzato la scultura in marmo a grandezza naturale che rappresenta non una semplice riproposizione del celebre episodio biblico, quanto piuttosto una rielaborazione in chiave moderna di un momento di raccoglimento e di dolore, in cui l’umanità si è identificata per secoli. In cinquemila hanno fatto la fila sotto la pioggia battente per visitare la mostra, non solo turisti, ma anche tanti napoletani in coda. "La fila ha cominciato a formarsi già un’ora prima dell’apertura delle porte del museo allestito nella chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, raggiungendo sia il Borgo dei Vergini che via Foria. Alle 18:00, quando Jago ha aperto il portone della chiesa per dare il benvenuto ai primi ospiti, il colpo d’occhio è stato impressionante. Una folla trepidante attendeva l’inaugurazione di questo nuovo spazio di cultura e bellezza. Inizia così l’avventura dei giovani del Rione Sanità insieme all’artista ciociaro, ormai adottato dal quartiere. A partire da oggi, il sito sarà visitabile tutti i giorni con un biglietto di 8 euro che permetterà anche l’ingresso alla cappella dei bianchi, nella vicina Basilica di San Severo, dove è custodita la scultura del Figlio Velato", scrivono i gestori del museo.

VIDEO: L'INTERVISTA DI NAPOLITODAY A JAGO

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Il progetto Museo Jago

Nato come idea di museo diffuso, all’ingresso della chiesa sarà inoltre allestito un infopoint turistico, fruibile 7 giorni su 7, che collegherà tutte le realtà già presenti sul territorio, rappresentando il punto di partenza per la costruzione di un percorso turistico pensato per l’accoglienza. Per Jago: “Sant’Aspreno riapre al pubblico, restituita, messa al mondo come un figlio, ancora una volta per accogliere. Dietro i luoghi e i loro contenuti c’è sempre l’umanità di chi ha immaginato, quella di chi ha costruito, l’umanità di chi ha abitato e abbandonato, l’umanità di chi ha recuperato e quella di chi verrà”.

Partendo da questi presupposti di recupero e di messa a valore di un’eredità da tramandare, questo nuovo polo museale si pone oggi come protagonista di due progetti che stanno contribuendo a dare forma al Rione Sanità: “Luce al Rione Sanità” e “Tornaccantà”.

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