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Ivana Lotito: “Rosa Pietra Stella, una grande opportunità per interpretare una madre complessa”

Intervista all’attrice che è protagonista dell’opera prima di Marcello Sannino tutta girata a Napoli. Nell’attesa di ritornare sul set di Gomorra per interpretare Azzurra, la vedremo presto nella serie Romulus

Dopo la parentesi estiva delle arene e dei cinema all’aperto, finalmente si ritorna in sala dopo questi mesi di chiusura. Nonostante le difficoltà, i cinema riprendono a poco a poco a vivere e così iniziano a uscire anche i film che la scorsa primavera sono stati bloccati dal lockdown. Tra questi c’è Rosa Pietra Stella, esordio alla regia di Marcello Sannino, un film low budget prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 Produzioni), Gaetano Di Vaio e Giovanna Crispino (Bronx Film) e Pier Francesco Aiello (PFA Films) con Rai Cinema e che Sannino ha scritto insieme al regista Guido Lombardi, Giorgio Caruso, con loro autore del soggetto anche lo scrittore Massimiliano Virgilio. Protagoniste magnetiche di Rosa Pietra Stella sono Ivana Lotito e Ludovica Nasti, volti familiari per chi ama Gomorra e L’Amica Geniale. Ivana e Ludovica interpretano rispettivamente Carmela e Maria, madre e figlia alla ricerca costante di recuperare un rapporto. La Carmela interpretata dalla Lotito è un personaggio che catalizza, tanto da ricordare alcune eroine dei film dell’inglese Mike Leigh e dei belgi fratelli Dardenne. Indomita si muove per le strade di Napoli per tirare avanti con tanti lavori precari, finché non le capita, per conto di un losco avvocato, di fare affari con gli immigrati clandestini che popolano i vicoli del centro antico di Napoli. Corre, scappa, è una donna che non conosce il suo ruolo nel mondo. Non è una madre presente per Maria con cui ha un rapporto conflittuale, è stata una sorella più che una madre per la bambina che irrimediabilmente ne soffre ed è da tempo monitorata dai servizi sociali. Per Carmela è tempo ormai di assumersi le responsabilità di madre. In Rosa Pietra Stella, Ivana Lotito ha la vera occasione di essere protagonista assoluta in cui dà una buona prova attoriale, animando un personaggio contraddittorio, inquieto, perennemente in trincea per trovare un equilibrio come donna e come madre. Adesso Ivana è in giro nei festival come Giffoni e Pesaro per presentare il film, mentre si gode la nascita del suo secondo bimbo, nell’attesa di ritornare a Napoli per girare la nuova serie di Gomorra rivestendo i panni della risoluta Azzurra.

Con Rosa Pietra Stella arriva un personaggio super complesso dove, diciamolo, sei presente davvero ogni sequenza…

“E’ un personaggio complesso perché non è sostenuto da un’evoluzione narrativa precisa, perché buona parte del film è un susseguirsi di piccoli eventi che raccontano una condizione esistenziale. Secondo me è preponderante la ricerca di un’identità per imporsi nel mondo. Se non sai chi sei e cosa vuoi non puoi essere né madre e né puoi riuscire ad avere un lavoro. Carmela è diventata madre troppo presto e, inizialmente, sembra rifiutarlo perché vorrebbe emanciparsi ed essere diversa rispetto ai rifermenti femminili che la circondano come sua madre e sua sorella ma non ha gli strumenti per cui vive di illusioni senza sapere dove andare e fa dei tentativi fallimentari…”

Premesso che i temi presenti nel film potrebbero accadere in qualsiasi grande città metropolitana, Napoli è un’altra protagonista e sembra fare sempre capolino nella tua vita.

“È vero Napoli c’è sempre e la sento un po' mia, del resto, ho anche sposato un napoletano. I temi che si affrontano sono tanti: la maternità, l’immigrazione, la solitudine, la famiglia e poi c’è la città. Napoli è centrale in questa storia. La finta sfacciataggine che maschera la vera Carmela la fa avanzare per le strade e i vicoli di Napoli ficcandola in certe situazioni rischiose e autodistruttive. Il fatto che lei abbia a che fare con gli immigrati per farli ottenere il permesso di soggiorno illegalmente la fa sentire potente, perché lei sa bene come muoversi in questa città. Sente di fare qualcosa per gli altri ma al tempo stesso si rivolge a loro con autorità anche se nella sua testa crede di essere onesta nei confronti dei clandestini. La realtà è che lei e gli immigrati sono sullo stesso piano: sono soli, senza casa. Carmela è un’autolesionista e alla fine capisce che ha fallito e che è giunta l’ora di ricominciare.”

Nel film il tema preponderante è la maternità e nel continuo scambio di ruoli che c’è tra madre figlia. Quanto ci avete lavorato tu e Ludovica Nasti?

“Sì, è verissimo! La figlia Maria, che è il personaggio che interpreta Ludovica, è una bambina che avrebbe tanto bisogno di una madre, ma di fatto Carmela non sa fare la madre anche se non vuole perdere la figlia e cerca a modo suo di recuperare il rapporto. Maria si rivela molto più matura rispetto alla madre, lei sa stare al mondo e adora studiare, però resta una bambina che necessità dell’amore della madre. È una bambina molto intelligente e anche se sente che sono in pericolo lasciandosi trascinare da Carmela in situazioni rischiose, lei sceglie di restare con la madre delegandole le responsabilità e le preoccupazioni che, in precedenza, si è fatta carico. È molto più consapevole rispetto a Carmela ma ha l’esigenza di essere figlia…”

Tu hai due figli, il secondo è nato tre mesi fa. Da madre come osservi Carmela?

“Sicuramente l’ho percepita molto distante da me tanto che alcune volte ho posto delle domande davvero stupide al regista Marcello Sannino. Io al posto di Carmela avrei fatto l’impossibile per mettere al sicuro i miei figli e per dargli una casa. Carmela e donne come lei non sono mai state seguite dalla famiglia, sono lasciate allo sbaraglio. Io, per fortuna, ho sempre avuto i miei genitori accanto. Poi, come ti dicevo prima, Carmela è una donna frantumata che non ha mai saputo ciò che voleva io e sono convita che è elemento che incide sull’essere madre. Io ho sempre avuto le idee chiare sui miei obiettivi e anche se in maniera non definitiva li ho potuti sfiorare. Poi, ho messo su famiglia desiderandola e in maniera consapevole, lei, probabilmente, no. Sono aspetti che vanno considerati. Mi sono molto aggrappata alla paura che ha di perdere Maria. Anch’io ho paura di perdere i miei figli, ho paura che gli accada qualcosa. Io fin da adesso temo di fallire e di non essere all’altezza. C’è poi la paura del giudizio e Carmela ha molta paura di essere giudicata da Maria. Queste corde hanno vibrato in me e come madre me l’hanno fatta comprendere. In fondo siamo umani e possiamo facilmente sbagliare".

Il film è stato appena presentato a Giffoni. Come può essere percepito da un bambino questo film?

“Questa è una bella domanda. Sulle prime si potrebbe pensare che non sia un film che potrebbe essere capito da un bambino. Invece i ragazzi che l’hanno visto al Giffoni Film Festival sono stati attenti e hanno colto delle sfumature altissime che gli adulti non hanno notato. Hanno fatto delle belle riflessioni lasciandomi senza parole. Davvero una bella sorpresa. Credo che la cosa che potrebbe più colpire un bambino sia il rischio che una figlia venga tolta alla mamma, una cosa innaturale per loro.”

Tu sei la classica attrice che ha fatto la sana gavetta passando anche per il teatro. In che fase della tua carriera sei?

“Penso che la fase di vita personale coincida con quella professionale. Da quando sono diventata madre sono diventata ancora più consapevole come attrice. Non è un caso che la quantità e la qualità dei lavori che ho fatto siano aumentati e migliorati da quando ho avuto Diego, il mio primo figlio. Io faccio l’attrice da tanti anni ma è cambiato qualcosa in me, oggi le priorità sono diverse, cambia il valore che si ha del tempo quindi mi attivo ancora di più. Quando vado a fare i provini mi sento più sicura perché do il meglio perché ho poco tempo per farlo, non si possono disperdere le energie. Ciò detto non credo di essere arrivata da nessuna parte, la strada è ancora in salita. Fare l’attore significa continuare a studiare e mettersi in discussione. Sicuramente dopo Gomorra le cose sono cambiate in meglio, gli addetti ai lavori mi conoscono e apprezzano il mio lavoro anche non un’attrice famosa, riuscire ad accedere ai provini è più facile e nel caso di Rosa Pietra Stella mi hanno cercato da subito considerandomi adatta per il ruolo, ma ancora sono sotto giudizio e l’approccio al lavoro è di grande umiltà. Rosa Pietra Stella mi ha dato una grande opportunità e spero che da qui ci sia una bella svolta.”

Carmela è un bel personaggio femminile. Viene fuori dopo un’annata cinematografica che non ha offerto ruoli principali così incisivi alle donne. Oggi è più probabile trovare ruoli di spessore nelle serie tv o in alcuni film indipendenti?

“Questo forse è il punto debole del nostro cinema. Non voglio fare polemiche ma purtroppo continuo a vedere tracce di maschilismo, anche nelle sceneggiature. Sono rare le perle di scrittura anche se il tentativo c’è. Si ha sempre la tendenza ad affibbiare gli stessi ruoli. Dovrebbero esserci ancora più copioni che sappiano raccontare le sfaccettature delle donne che poi fanno parte della normalità.”

A proposito, Azzurra sta per ritornare, tra poco inizieranno le riprese della quinta stagione di Gomorra. Azzurra e le altre donne della serie sono sempre state scritte benissimo…

“Assolutamente sì! Inizialmente Azzurra è la moglie del boss Genny Savastano e ha quella connotazione imprescindibile ma nel tempo raggiunge sempre più autonomia nella serie determinando il corso degli eventi. Adesso ha un’identità specifica è intelligente e ha una personalità solida. Sa quello che vuole e ce la farebbe anche da sola ma ha scelto di essere la moglie di un uomo come Genny. Ecco, lei è totalmente diversa dal personaggio di Carmela perché sa benissimo cosa vuole e il suo posto nel mondo. Sono totalmente agli antipodi.”

Visto che non ti piace la confort zone ti vedremo in Romulus, la serie prequel de Il Primo Re. Come è andata?

“Eh già recitiamo in protolatino è stata una grande sfida e che all’inizio mi ha intimorito. Romulus è stata un’altra esperienza fortissima. Sarà un’altra piccola bomba di Sky. È una grande ricostruzione storica in costume. Anche la recitazione è particolare perché è basata sulla primordialità essendo ambientata in epoca preromana. Sono personaggi senza filtri e sovrastrutture culturali.”

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