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Martedì, 18 Giugno 2024

Intervista a Salvatores e Toni Servillo in anteprima a Napoli per Il Ritorno di Casanova | VIDEO

Il regista premio Oscar e l'attore incontrano il pubblico napoletanto al Modernissimo per l'anteprima del film che dal 30 marzo sarà nelle sale e che già sta piacendo agli spettatori. Entusiasta Gabriele Salvatores coglie l'occasione per annuniciare che tornerà nei prossimi mesi a Napoli per girare la sua prossima pellicola

“Penso che chi come me sia nato a Napoli, se la porti sempre dentro. E’ impossibile staccarsi da questa città, quindi torno a girare un film a Napoli” lo annuncia così il regista Gabriele Salvatores il ritorno nella città dov’è nato e ha trascorso i primi anni dell’infanzia prima di trasferirsi a Milano con la sua famiglia, un ritrovare le origini che fa attraverso il cinema che come ha dichiarato qualche giorno fa gli ha salvato la vita quando molti anni fa gli fu fatta una diagnosi sbagliata.

Il regista premio Oscar lo comunica al pubblico del Multicinema Modernissimo per l’anteprima del suo film che nel suo film propone a suo modo il concetto di tornare, Il Ritorno di Casanova che, in sé per sé, è una dichiarazione d'amore al cinema, sui suoi tempi, la dedizione e la cura per farlo.

Accanto a lui c’è Toni Servillo, il suo protagonista a cui ha scelto di affidare il ruolo del regista Leo Bernardi, un personaggio attraverso il quale Salvatores non si risparmia a fare una radiografia assai ironica, a tratti spietata, su chi lavora nel cinema.

Sold out a Napoli

Il Ritorno di Casanova sarà nelle sale dal 30 marzo, ma dopo essere stato presentato al Bif&st fa tappa a Napoli con un’anteprima sold out con questa storia che Gabriele Salvatores aveva nel cassetto da molti anni e che in questa stagione della vita.

Tutto parte dal romanzo dello scrittore austriaco Arthur Schnitzler che racconta un Giacomo Casanova invecchiato, sfatto, interpretato nel film da Fabrizio Bentivoglio, che potremmo definire insieme a Diego Abatantuono, l’attore feticcio di Salvatores.

Però Salvatores non si limita a fare un adattamento della novella di Schnitzler. Entra in campo la voglia di sperimentare linguaggi diversi attraverso i generi, sua caratteristica e suo pregio, e scegli l’espediente del film nel film dove c’è l’antipatico, narcisista, egocentrico ed egoista Leo Bernardi interpretato da Toni Servillo, un regista geniale e osannato ma a fine carriera. Leo è in piena crisi umana, forse per questo, più delle altre volte si rifugia nel cinema a cui con immensa abnegazione ha dato tutto sé stesso preferendolo alla realtà e agli affetti, dove anche l’amore per la giovane Silvia (Sara Serraiocco) e l’opportunità di vivere una vita diversa più concreta e ricca a suo modo lo spaventa. Anche per questo rallenta la chiusura del montaggio del film sul suo Casanova per non lasciare la roccaforte del cinema e buttarsi della vita.

Ecco che la vita di Leo Bernardi e la vita del suo film con protagonista un Casanova che non accetta l’avanzare dell’età e il decadimento fisico fanno match facendo da specchio. Entrambi sono due uomini di mezza età che tutti conoscono che affrontano il tempo che passa e si scontrano con uomini più giovani che avvertono come rivali, al tempo stesso si relazionano con due donne, anche loro giovani e in gamba, che fanno da cortocircuito e che inevitabilmente li mettono di fronte alla realtà dei fatti.

Un film personale che affronta il tempo e il cinema

"Questo è il primo film in cui parlo un pochino di me. Non è un film autobiografico ma il primo in cui metto un po’ delle mie paure, delle mie ansie, dei miei dubbi e delle domande che mi sono fatto in anni recenti” confessa Gabriele Salvatores quando lo intervistiamo con Toni Servillo durante questa tappa napoletana al Modernissimo. Sicuramente ci sono anche peculiarità di persone che lavorano nel cinema a loro familiari affrontate con molta sarcasmo e humour. Richiami se non personali ma comunque osservati da vicino che hanno facilitato la costruzione di Leo sia in scrittura che nell’interpretazione.

Toni Servillo conosce Gabriele Salvatores da molti anni ed entrambi, da tempo, desideravano lavorare insieme. Servillo è entusiasta che sia capitato proprio con Il Ritorno di Casanova perché ha divertito molto interpretare un uomo così odioso come Leo che con il suo ego arriva ai limiti del buffo. “Non mi è mai capitato di fare un film nel film. Quando ho letto la sceneggiatura mi è venuto in mente che la vita va più veloce del cinema. E’ una maniera divertente di riflettere senza sconti sul mestiere, dove, di fatto gli uomini non ne escono bene” spiega Servillo in pausa dal set napoletano di Caracas che sta girando insieme a Marco D’Amore suo allievo in teatro.

Toni Servillo è contento dell’uscita di questo film in cui lo vediamo in un ruolo insolito: “Ci siamo divertiti a prenderci un po’ in giro, rendendo il mio personaggio un vanesio pieno di frivolezze. Appartiene a un universo che conosciamo bene, e questo mi porta a dire che quando hai la possibilità di regalare qualcosa di te stesso o di persone che conosci bene a un personaggio, è bellissimo. Leo Bernardi si sta occupando ossessivamente del suo film, della sua vanità, della sua carriera, e mentre lo fa, ed è da sempre che lo fa, la vita si prende il suo spazio, gli va incontro, e allora Leo cerca goffamente di barcamenarsi tra ciò che considera essere tutta la sua vita, che è la professione, e la vita vera.”

Vita, amore e cinema fino a che punto possono esistere in armonia? E’ la riflessione e, al tempo stesso, la domanda che Salvatores mette in campo con immenso garbo e che accentua con una scelta stilistica di una fotografia in bianco e nero per raccontare la vita vera di Leo Bernardi mentre la fotografia è a colori in tutte le scene del film di Leo su Casanova, quasi a voler dire che per Bernardi nel cinema c’è più vitalità che nel reale.

Quel garbo che c’è nel film Gabriele Salvatores ce l’ha anche con gli spettatori che incontra in sala e con cui chiacchiera rispondendo alle domande alla fine della proiezione. Parla con la gente con qualche parola napoletana ed è affabile con tutti coloro che gli chiedono un selfie o alle curiosità che hanno, cosa confermata anche da Servillo: “Salvatores è un regista molto amato nel cinema perché è una bella persona. Generoso e anche coraggioso come dimostra in questo film perché non si nega nel raccontare una parte di sé anche se non è odioso come Leo”.

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