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Lo sguardo a Hollywood nelle colonne sonore di Mazzenga: "La musica napoletana mi ha influenzato molto"

L'intervista al film composer trapiantato a Los Angeles di origini partenopee

Il sogno americano del giovane film composer di origini napoletane che si sta affermando nell’industria cinematografica hollywoodiana e indiana. La musica è la forma d’arte universale proprio per la sua capacità di arrivare a tutti. La musica è radicata nella cultura partenopea. Napoli e il suo patrimonio musicale sono fonte d’ispirazione per gli artisti, soprattutto se nelle vene scorre sangue napoletano. È il caso di Emiliano Mazzenga, giovane film composer trapiantato a Los Angeles di origini partenopee. Nato a Roma, dove si è anche formato studiando composizione, per Mazzenga le sue radici campane hanno determinato il suo percorso di musicista grazie a suo nonno, napoletano DOC, che l’ha fatto appassionare alla musica di tradizione napoletana. Poi, quando ha iniziato a studiare composizione, il caso vuole che un maestro napoletano diventi il suo primo insegnate. Elementi di napoletanità che hanno contribuito nel suo modo di fare musica scrivendo brani che uniscono la tradizione classica con la musica più moderna ed elettronica. Mazzenga è uno di quei ragazzi cosmopoliti e parte per Vienna e, in seguito, per Los Angeles per perfezionare i suoi studi che gli hanno aperto la strada verso la composizione di colonne sonore scritte per il cinema e le serie tv, lavorando nell’industria cinematografica hollywoodiana, italiana e indiana.

Anche se il suo nome ai più potrebbe non dire molto, sono numerose le produzioni di cui ha creato le soundtrack come il cortometraggio Hangout lanciato su Disney + e Yuan Yuan and the Hollow Monster, il quale è stato nominato per un Oscar per studenti. Ha inoltre lavorato come assistente alla composizione e orchestratore aggiuntivo di numerosi lungometraggi e serie TV italiane, tra cui la serie Ognuno è Perfetto in onda RAI 1 e il film La Profezia dell 'Armadillo tratto dall'omonimo libro a fumetti di Zerocalcare.

Il lockdown losangelino non ha fatto stare con le mani in mano Emiliano, dedicandosi alla composizione delle soundtrack di ben tre progetti: il cortometraggio Dalì per il quale ha appena vinto 4 premi per la miglior colonna sonora; il lungometraggio americano Eli Moran che verrà lanciato nel 2021 appena l’emergenza sanitaria lo permetterà, mentre adesso è al lavoro per il film brasiliano Lacuna.

Mazzenga, musica e immagine è un legame innato. Separate sono universali, ma unite l’una arricchisce l’altra. Come è avvenuta la scelta di dedicarti alla composizione di colonne sonore?

“Ho sempre amato la musica e il cinema, fin da bambino. La mia prima esperienza di compositore per il teatro, diversi anni fa, fu determinante. Da lì capii che volevo dedicarmi alla composizione per immagini a tempo pieno.”

A volte la musica riesce a migliorare un film o uno spettacolo. Fino a che punto la musica è determinante nell’audiovisivo? E quanto ne determina il successo o la scoperta di una produzione?

“Secondo me molto, anche più di quanto si immagini. Steven Spielberg ha una volta dichiarato che metà del successo del suo film Lo Squalo fosse dovuto alla colonna sonora di John Williams (ndr l’autore delle celebri musiche di Guerre Stellari, Indiana Jones e Schindler's List). Mi fa molto piacere vedere che le mie colonne sonore che ho scritto per ‘Dalì’ e ‘Landing’ stanno contribuendo al successo di queste produzioni, avendo vinto finora rispettivamente 6 e 4 premi per Miglior Musica Originale a diversi Festival di Cinema Internazionali.”

Hai studiato a Los Angeles. Per ora continui a stare qui. Come mai, anche tu sei un cervello in fuga?

“Los Angeles è una città ricca di stimoli e opportunità nel campo cinematografico e musicale. Stare qui per il momento sta contribuendo molto alla mia crescita personale e artistica. Senza contare che a Los Angeles ci sono molte più opportunità di lavorare a una serie o a un film sia come compositore che come assistente nel team di altri compositori”.

Si inizia a far sentire la voglia di tornare in Italia?

“Non torno in Italia da un anno e mezzo, sicuramente c’è molta voglia di rivedere i miei familiari ed amici e di rimangiare una vera pizza come solo in Italia (e a Napoli in particolare) sanno fare!”

La musica è stata essenziale all’inizio del lockdown. A te, da un punto di vista creativo, quanto sta aiutando?

“Dedicarmi al 100% alla mia musica è ciò che mi sta tenendo occupato e sano durante questo lungo lockdown. Fortunatamente sto lavorando ad alcuni film in cui mi rispecchio molto dal punto di vista emotivo e che di conseguenza sono un grande stimolo dal punto di vista creativo.”

Nella tua famiglia ci sono radici napoletane…

“Sì, mio nonno era di Napoli. È stato una figura importantissima nella mia vita. Un grande amante della musica e in particolare della musica napoletana che ho conosciuto ed iniziato ad apprezzare grazie a lui. Roberto Murolo era il suo preferito e lo ascoltava a ripetizione.”

Ha influenzato la musica napoletana nel tuo percorso?

“In molti mi fanno notare che buona parte della mia musica da film ha una spiccata cantabilità e carattere melodico. Non ho dubbi che questo sia dovuto alle mie origini italiane e radici napoletane. Crescere ascoltando anche molta musica napoletana (Pino Daniele tra tutti) ha sicuramente influenzato il mio gusto musicale.”

Cosa ti ha colpito di Napoli?

“L’ultima volta che sono stato a Napoli fu per suonare in una serie di concerti-musical al Teatro Diana. Ricordo ancora l’entusiasmo dei napoletani per la musica, il teatro e l’arte in generale. Passeggiando per via Luca Giordano rimasi molto colpito nell’ascoltare dei bravissimi musicisti di strada che suonavano con strumenti musicali creati da oggetti riciclati. Originalità e talento sono di casa a Napoli dove la musica è così viva e presente”.

Ambizioni e per quale regista ti piacerebbe comporre?

“Oltre ad amare il cinema, sono un grande appassionato di serie TV. Queste ultime stanno raggiungendo livelli qualitativi altissimi ogni giorno di più e mi piacerebbe contribuire a questo media con la mia musica anche qui in America (in Italia ho scritto per anni le musiche per le seguitissime serie web dei Minimad). Sognando ad occhi aperti direi Giuseppe Tornatore, anche se non nascondo che mi sentirei non poco intimorito dal confronto col genio assoluto di Ennio Morricone.”

di Antonia Fiorenzano

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