Cultura

Il Lab Irregolare di Antonio Biasiucci con il Madre per "Ricomincio da una foto"

Alla scoperta del progetto solidale ideato dal visual artist campano in sinergia con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee nell’ambito del progetto Madre per il Sociale 2020 per sostenere le famiglie in difficoltà attraverso la vendita sul web delle fotografie dei partecipanti alle edizioni del laboratorio

La fotografia è stata sicuramente la forma d’espressione che meglio ha saputo raccontare il Covid-19: ha colto la gravità, la paura e il dolore durante i giorni più drammatici dell’emergenza; l’inizio del lockdown pubblico e privato delle persone ma anche i primi sprazzi di vita della Fase 2. La fotografia diventa anche mezzo per aiutare le famiglie che sono state maggiormente danneggiate dalla pandemia con ‘Ricomincio da una foto’, la campagna di raccolta fondi ideata e organizzata da LAB\ per un Laboratorio Irregolare, a cura dell’artista Antonio Biasiucci per sostenere l’Associazione Pianoterra Onlus, impegnata ad aiutare le famiglie più fragili esposte alle conseguenze dell’emergenza virus.
90 fotografie di 30 autori, che negli anni hanno partecipato a una delle edizioni del Laboratorio Irregolare, sono state messe a disposizione per una raccolta fondi che andrà direttamente a supportare gli interventi di Pianoterra in questo periodo di emergenza. Gli artisti che hanno preso parte all’iniziativa hanno donato 3 fotografie presenti su una piattaforma web alla quale si potrà accedere per fare una donazione partendo da un importo minimo di 100€ e dove si potrà scegliere in cambio una delle fotografie.

Il Museo MADRE partner di Ricomincio da una foto

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee nell’ambito del progetto Madre per il Sociale 2020, e durerà fino al 30 giugno. Il Museo Madre ha accolto il progetto con grande entusiasmo: “Madre per il Sociale è una realtà che, a due anni dalla sua nascita, continua a crescere vogliamo che la nostra comunità ci senta vicini concretamente. Con progetti di inclusione sempre più radicati. Ancor più in questo momento” dichiara Laura Valente, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. I proventi ricavati contribuiranno alle azioni di sostegno materiale messe in campo da Pianoterra a Napoli e provincia, a Castel Volturno e a Roma: acquisto e distribuzione di beni di prima necessità, con una particolare attenzione alle esigenze dei bambini più piccoli; sostegno nel pagamento di affitti e utenze; fornitura di dispositivi elettronici per consentire ai bambini in età scolare di seguire la didattica a distanza.
Il Madre ha contribuito anche nella coproduzione del video che accompagna la raccolta fondi, realizzato da LAB\ per un Laboratorio Irregolare con la consulenza musicale di Luca Iavarone.

L’intervista al visual artist Antonio Biasucci

90 fotografie di 30 autori per sostenere le famiglie più bisognose. Una bella rete sinergica tra tre realtà. Ci spiega il progetto?
I 30 autori provengono dall'esperienza formativa del Laboratorio Irregolare. Li accomuna un metodo di lavoro da cui nascono immagini che raccontano cosa in quel momento della loro vita è per loro necessario. Si fonda, questa metodologia di lavoro, sul continuo e prolungato confronto col soggetto scelto. Da questo confronto nascono fotografie sempre più scarne e libere da un racconto autoreferenziale, pur partendo da un proprio vissuto”.

I 30 fotografi provengono dai laboratori biennali di Lab Irregolare. Con quale criterio è avvenuta la scelta dei progetti fotografici inseriti sulla piattaforma per la vendita?
La scelta è relativa al lavoro prodotto all'interno dell'esperienza del Laboratorio. Taluni autori hanno prodotto nel corso degli anni nuovi lavori realizzati fuori dal laboratorio dove alcuni presupposti metodologici sono stati rigorosamente rispettati. Chiaramente ci è sembrato opportuno inserirli nella piattaforma “Ricomincio da una foto” Sono tre immagini ciascuno affinché venga minimamente compreso il progetto a cui l'autore ha lavorato. Questo per sottolineare una dichiarazione di intenti relativa alla ricerca fotografica scelta da parte degli autori che formano la piattaforma online a cui si può accedere sul sito www.laboratorioirregolare.net/”.

I fotografi hanno un background professionale diverso. Questo sembra essere un aspetto essenziale nella ricerca fatta da LAB Irregolare e che sembra spiccare particolarmente nelle foto scelte per Ricomincio da una foto…
Il laboratorio è composto ogni volta da un gruppo eterogeneo di 8 giovani autori dove il confronto, lo scambio, l'empatia verso l'altro sono una premessa fondamentale affinché ognuno possa trovare un proprio linguaggio, un proprio dire. Hanno condiviso, mostrando fotografie di volta in volta, le loro esperienze di vita... Ognuno è stato reso partecipe, assistendo al processo artistico dell'altro. Il risultato è un gruppo che si autoalimenta”.

Nella prima settimana già sono stati raccolti più di 14.000 euro. Tra le foto vendute c’è una che anche per gradimento delle persone possa essere il simbolo dell’iniziativa?
No. Nel 2012, quando ideai il Laboratorio irregolare, pensai che era opportuno, per una crescita culturale, che anche gli artisti dessero un contributo e che si occupassero dei giovani fuori da ogni logica di mercato (il laboratorio è completamente gratuito). Il simbolo dell'iniziativa è la cura dell'uno verso l'altro insita nelle dinamiche del Laboratorio stesso. Date queste premesse, il desiderio da parte di noi tutti, di stare al fianco delle famiglie più bisognose, in questo particolare momento storico, è una naturale e sentita necessità. Lo facciamo adesso, sostenendo PianoTerra e con il sostegno del museo Madre, quando i disastri recati dalla pandemia stanno portando forti disagi a numerose famiglie, negando loro, quelli che sono i beni di prima necessità”.

L’arte fotografica come modo per aiutare a 360 gradi. Anche perché la fotografia, come sempre, è riuscita a raccontare, forse nel modo migliore, la Pandemia con immagini potenti che appariranno anche nei prossimi anni ogni volta che si parlerà del Covid-19, colpendo anche i più distratti…
Verissimo, però penso che i risultati migliori rispetto ai contenuti più profondi relativi a questo periodo saranno evidenti nei lavori futuri dove talune emozioni saranno sedimentate e quello che rimarrà di questa esperienza avrà un valore diverso che ci condurrà inevitabilmente a porci delle domande relative alla nostra esistenza”.

E come visual artist che effetto hanno avuto la Fase 1 e l’inizio della Fase 2 nel suo modo di raccontare per immagini?
Ho continuato in questo periodo a realizzare un lavoro nei boschi fotografando quello che rimane dopo taglio degli alberi. Dal ceppo individuo delle forme antropomorfiche dove è evidente un senso di rinascita che è l'auspicio dopo questo significativo periodo”.

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