Cultura

Una nuova imprenditoria giovanile grazie alle tecnologie per i beni culturali: terza tappa del roadshow REMIAM

Si è tenuta in live streaming sulla pagina Facebook e su Napoli Today, dalla sede dell’Associazione Verace Pizza Napoletana di Napoli, la terza tappa del roadshow per il progetto REMIAM, sviluppato da Databenc con l’obiettivo di creare un sistema integrato di conoscenza, monitoraggio, fruizione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico regionale e nazionale

Si è tenuta, in live streaming sulla pagina Facebook e su Napoli Today, dalla sede dell’Associazione Verace Pizza Napoletana di Napoli, la terza tappa del roadshow per il progetto REMIAM (Rete dei Musei Intelligenti ad Alta Multimedialità), sviluppato da Databenc con l’obiettivo di creare un sistema integrato di conoscenza, monitoraggio, fruizione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico regionale e nazionale. 

Il responsabile scientifico del progetto Angelo Chianese ha detto – “Databenc è una filiera corta tra mondo della ricerca e mondo delle imprese, un lavoro sinergico tra università e partner aziendali. Speriamo che i prodotti creati per un’utenza vasta possano avere un ritorno industriale e produrre economia. Le aziende partner del progetto hanno trasformato il loro business per valorizzare il patrimonio culturale anche immateriale, ad esempio l’editoria, con il libro sulle pizzerie centenarie di Napoli, la tradizione canora, con Sirena digitale, il teatro, la poesia. Abbiamo raggiunto lo scopo di fare in modo che le aziende credessero nella possibilità un ritorno economico per i 40 prototipi raccolti e presentati nel portale, da trasformare in prodotti e servizi. L’obiettivo è fare qualcosa per il mondo del lavoro, oltre che per il territorio, perché il contenuto dei beni culturali può favorire l’imprenditoria dei giovani, ai quali affidiamo il testimone dello sviluppo, con le loro competenze informatiche che creano tante occasioni per un territorio bisognoso di farsi conoscere e ricco di opere ancora nascoste.”

Il referente del progetto Rino Iorio ha spiegato che “i dimostratori sono stati installati come interfacce utenti nei musei per consentire una visione personalizzata secondo gli interessi personali. Gli spazi espositivi tematici semplificano lo storytelling dei mestieri storici con la realtà aumentata. Con i filmati interattivi, il pubblico può definire percorso e finale della storia a seconda dei gusti. Modelli virtuali di gioielli scannerizzati in 3D sono a disposizione dell’utente, che può prenderli, ingrandirli e studiarli”. Il consigliere CDA Databenc Felice Russillo ha detto – “Databenc valorizza due importanti ambasciatori dell’artigianato e della cultura, con ricadute turistiche, come la pizza e la canzone napoletana, con Sirena Digitale. La tecnologia di stampa 3D può valorizzare produzioni tradizionali come gli stampi per le porcellane di Capodimonte e i gadget turistici”.

Paolo Cosenza dell’impresa Ingg. Mario e Paolo Cosenza spiega che “con le nuove tecnologie è possibile elaborare la storia del restauro, produrre il fascicolo dell’opera e soprattutto monitorare le opere con la sensoristica, intervenendo prima delle emergenze con una spesa più contenuta”. Vincenzo Sommella di ES Progetti e Sistemi ha detto – “la banca dati è il cuore del progetto, insieme all’Atlante della Conoscenza, la parte GIS geografica, con scelta dei percorsi tematici. Col digitale il patrimonio culturale è più fruibile da tutte le categorie, con frutti superiori alla visita analogica.” Il presidente e CEO di Netcom Group Domenico Lanzo ha detto – “ci siamo occupati della georeferenziazione, la localizzazione, il beaconing, che consente alle persone di dialogare con l’oggetto d’arte, con sensori che riconoscono la posizione e l’orientamento”. Gennaro Di Giaimo di Mediamobile Italia spiega “i sensori IoT consentono di intervenire in tempo, evitando danni permanenti. Raccogliamo dati da tablet e telefonini per migliorare l’esperienza complessiva”. Alfredo Troiano di Netcom Group ha detto –“Sul portale Porbec è possibile visualizzare grafici e informazioni sintetiche su tutta l’attività svolta, come il flusso antropico, gli spazi censiti dall’Atlante, le opere catalogate, con possibilità di condividerle sui social. Un’app su tablet è la guida evoluta multimediale che inquadra l’opera per informazioni e interazione”. Giuseppe Caggianese di CNR ICAR spiega che “in futuro ci saranno percorsi esperienziali personalizzati, che guideranno il visitatore per evitare code”.

Enrico Benvenuto di Databooz ha detto – “Con l’Intelligenza Artificiale si organizzeranno i flussi, integrando i social con sensori antropici, per vivere in maniera più immersiva la visita 2.0”. Giovanni Caturano di SpinVector (Mare Group) ha detto –“abbiamo reso comprensibile la struttura dei gioielli attraverso la virtualizzazione, sia per l’archeologia che per l’artigianato, con tecniche non invasive. È possibile avvicinarsi ai gioielli, ingrandirli, smontarli e rimontarli, con un approccio emotivo e interattivo cross-reality ed extended reality, che in futuro diventerà un’abitudine quotidiana per nuove opportunità gestite da protagonisti e decisori”. Alfonso Santaniello di CONFORM spiega – “Abbiamo sperimentato l’interazione con filmati, docufilm, etc. Lo spettatore diventa attivo, con parole chiave carica approfondimenti, fa tour virtuali, studia oggetti 3D in e-learning. Con Le Voci di Napoli giovani cantautori evidenziano aspetti dei quartieri della città. Con Heart in Art, 6 momenti toccanti di artigiani che si raccontano, per far riscoprire ai giovani la tradizione, immaginando una vita lavorativa diversa”.

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