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Sapete perché si dice “Se sò rotte ‘e ggiarretelle”?

La nota espressione napoletana si usa per dire che un'amicizia è andata in frantumi, una frequentazione si è spezzata, il più delle volte per futili motivi

Perchè si dice “Rompere ‘e ggiarretelle”? A spiegarcelo è il libro “Come se penza a NNapule. 2500 modi di dire napoletani", commentati da Raffaele Bracale e a cura di Amedeo Colella.

Letteralmente significa “Rompere le piccole giare”, cioè mandare in frantumi un’amicizia, spezzare una frequentazione e farlo il più delle volte per futili motivi. La locuzione si riferisce alla consuetudine di usare, durante incontri amicali, piccoli contenitori in ceramica o vetro (giarretelle) per offrire bevande e/o liquori; andata in frantumi l’amicizia, non serve conservare integri quei contenitori, perché non ci sarà più occasione di servirsene. Ggiarretella di cui ggiarretelle è il plurale sostantivo femminile diminutivo di “giarra” che indica dapprima un grosso recipiente di terracotta per conservare olio, vino, acqua o granaglie, e poi una brocca con manico di vetro o talvolta in terracotta per bere acqua, birra e altre bevande. Il diminutivo ggiarretella/e, voce d’uso circoscritto napoletano, indica, invece, esclusivamente una minuscola brocca, una chicchera, una piccolissima giara o un gottino, tutti recipienti forniti di manico in materiali rigorosamente poveri, umili (vetro, terracotta, ceramica e simili), usati per servire domesticamente caffè, rosoli, gelati ad amici, parenti o sodali coi quali si abbia dimestichezza, intimità, familiarità, confidenza o frequentazione così intense o continuate da non necessitare l’uso di vasellame in materiali nobili (cristallo, porcellana, ecc).

Tutto ciò è stato valido, però, fino a poco tempo addietro: ormai è invalso il pedestre uso di servire domesticamente caffè, rosoli, gelati ad amici, parenti e sodali in pessimi, pedestri, terrificanti contenitori monouso di maleolente plastica, ed è ormai quasi impossibile trovare, nelle moderne case napoletane, le affettuose giarretelle d’antan! Va da sè che con il venir meno dell’amicizia con relative dimestichezza, intimità, familiarità, confidenza e frequentazione, si rende inutile l’uso delle umili giarretelle che possono essere infrante ed eliminate, per far posto a vasellami più importanti in cui servire il caffè, rosoli, gelati a nuovi conoscenti che non potrebbero ritenersi amici, parenti, solidali. D’altro canto "rompere le giarretelle” può bene indicare che si siano infrante quelle amicizie che davano il destro per l’uso dei suddetti premurosi, teneri contenitori.

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