Cultura

Franco Maione dalla piattaforma web dell'Orientale: salviamo la cultura e i teatri

Prosegue il nuovo ciclo del Laboratorio di Produzioni audiovisive teatrali e cinematografiche promosso dall’Università Orientale di Napoli e affidato al professore Francesco Giordano

Coniugare innovazione, sperimentazione, tradizionale linguaggio accademico e metodi inediti di fare didattica a distanza attraverso piattaforme digitali ad hoc. Prosegue così il nuovo ciclo del Laboratorio di Produzioni audiovisive teatrali e cinematografiche promosso dall’Università L’Orientale di Napoli e affidato al professore Francesco Giordano, in qualità di docente, filmmaker, producer, regista e direttore dell'associazione culturale Ved. Un modo di insegnare ai giovani e di coinvolgerli poco convenzionale. Si tratta, ne è convinto il professore Giordano, di un ottimo stimolo per la conoscenza  e l'esperienza del mondo del lavoro attraverso la dinamica dell’incontro-lezione che di fatto avvicina gli studenti a personalità artistiche e professionisti dello spettacolo instaurando una relazione bilaterale basata sullo scambio e il dialogo costruttivo, annullando potremmo dire le "rigide gerarchie" degli schemi accademici tra docente e discente.

Per la prima volta si è realizzato all'interno del laboratorio in modalità e-learning un incontro con il primo ospite di quest'anno. Si tratta di Franco Maione, attore, regista teatrale, sceneggiatore, actor coach, direttore della scuola di teatro e recitazione "New Edenbleu" di Napoli. Una passione per il teatro che lo anima da circa quarant'anni. Tra i suoi ultimi lavori, di cui ha curato la regia e i testi,  ricordiamo: "Desdemona", rilettura del tema shakesperiano dell’Otello per puntare i riflettori sulla violenza di genere e "Il gatto con gli stivali", un musical teatrale omaggio alla celebre favola e pretesto per parlare di amicizia, di amore, della capacità dell' uomo di affrontare e risolvere i problemi della vita.

L'intervento prezioso di Franco Maione ha posto l'accento sulla comunicazione ricollegandosi all'assunto di Albert Mehrabian, psicologo statunitense di origine armena, famoso per le sue pubblicazioni sull'importanza degli elementi non verbali nella comunicazione faccia a faccia, ricordando come che la componente verbale della comunicazione  rappresenta il 7%, quella paraverbale (tono, ritmo, timbro della voce) il 38% e quella non verbale, che concerne la mimica , il linguaggio del corpo il 55%, quindi la parte dominante. Conoscere dunque gli aspetti della comunicazione ed esserne padroni diventa fondamentale per un attore, ma lo è per la vita quotidiana e lavorativa di ciascuno, con la consapevolezza di fondo delle convenzioni che attraversano ogni cultura e ogni periodo storico.

Franco Maione definisce "surreale" il periodo che tutti noi stiamo vivendo di isolamento e distanziamento sociale conseguenza del lockdown per l'emergenza sanitaria legata al covid-19 che ha messo in cantina ogni tipo di attività ma anche quelle delle compagnie teatrali. Franco però non si è fermato e mette in rete video lezioni di recitazione basate sul metodo Stanislavskij, a lui tanto caro. Si scardina l'idea che si diventa attori semplicemente osservando i professionisti al lavoro e cercando di imitarli.

"L'attore in scena non deve fingere, ma vivere realmente quello che vive il personaggio. Solo in questo modo anche gli spettatori potranno credere a ciò che stanno vedendo. Entra in gioco il meccanismo della personificazione e della reviviscenza, che consiste nell'attingere dal proprio bagaglio emotivo le emozioni che il personaggio prova per poterle rappresentare", spiega Franco ai suoi allievi affascinati e partecipi, richiamando quanto sosteneva a proposito del teatro uno dei suoi massimi esponenti Gigi Proietti: "Dove tutto è finto, ma nulla deve essere falso".

E il corpo in scena, protagonista assoluto, è già di per sé comunucativo. Oltre la posizione e i movimenti nello spazio scenico esiste infatti una frequenza sonora nella voce, che crea stati d'animo particolarmente forti e veicola un determinato messaggio, insieme all'uso studiato della luce come scelta comunicativa e stilistica. L'idea proprio del corpo, della presenza reale in questo momento storico attuale, ci è stata sottratta insieme alla percezione del nostro corpo e di quello altrui. Come recuperarla dunque? Franco suggerisce l'importanza del contatto e della vicinanza anche se con gli strumenti che ci offrono le nuove tecnologie per ricreare un surrogato di comunicazione reale, provando a mantenere un feedback che sia reale e attraverso cui viaggia l'emozione che alla base di un processo comunicativo.

Il professore Giordano ha introdotto un'ulteriore aspetto di riflessione: la sottrazione della presenza fisica potrebbe aver acuito la capacità di "ascolto" delle persone e di concentrazione, facendo un parallelismo con il mezzo radiofonico, il primo strumento di comunicazione di massa in cui la voce, con tutte le sue sfumature e la sua complessità, diventa il focus dell'attenzione umana.

Un intervento, in conclusione di Franco Maione, importante e affascinante, che ha generato negli studenti curiosità e  interrogativi nonostante il filtro dello schermo.

La speranza e insieme l'invito di Franco è di sostenere l'arte, la cultura, la creatività in ogni sua forma. Un comparto particolarmente penalizzato dall'emergenza sanitaria in corso che allontana sempre di più l'apertura di cinema e teatri quali luoghi di aggregazione sebbene la cultura dia lavoro non solo agli  artisti ma a tutte le maestranze che ruotano intorno alle produzioni e agli spettacoli. La cultura fa parte dell'identità del nostro paese e non si può negarla, depauperando il nostro patrimonio artistico e la nostra stessa vita.

"Quando inizierà la fase due dell'emergenza e usciremo tutti con le mascherine saremo volti anonimi ecco perché  dovremo riuscire attraverso gli occhi e il nostro corpo a comunicare ed emozionarci per essere volti e non maschere", conclude Franco Maione.

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