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Francesco Arca: "Napoli di notte, bella e solidale protagonista di Resta con me" (VIDEO)

Intervista all'attore che da domenica è su Rai1 con la serie nata da un'idea di Maurizio de Giovanni e girata in una Napoli notturna. Con lui Antonio Milo, Arturo Muselli e Mario Di Leva, il bimbo che con la sua verve ha conquistato Sanremo

"Della città di Napoli ho scoperto una solidarietà che è presente ed è molto evidente nella notte napoletana. Ci sono molte persone che aiutano i bisognosi, cosa che non è spesso sottolineata. Grazie a Resta Con me ho vissuto a Napoli e ha dato l’opportunità di interpretare Alessandro Scudieri un personaggio caratterizzato benissimo in una delle sceneggiature più belle che io abbia letto durante la mia breve vita artistica. Alessandro mi ha insegnato a stare in contatto con le mie emozioni." esordisce Francesco Arca durante l’attività stampa della nuova serie di Rai 1 girata a Napoli, Resta con me in onda da domenica per otto puntate, di cui l’attore è protagonista.

L’idea di Maurizio De Giovanni

Diretto da Monica Vullo e prodotto da Rai Fiction e dalla PALOMAR di Carlo Degli Esposti (la stessa produzione de Il Commisario Montalbano, Resta Con me è un poliziesco dalle tinte romantiche che nasce da un'idea di Maurizio de Giovanni che ha donato con generosità affidandola alla sceneggiatrice Donatella Diamanti e al suo team dove si racconta una Napoli notturna che fa da sfondo alla piccola squadra dell’Unità d’intervento notturna di cui fa parte da poco Alessandro Scudieri, brillante vice questore aggiunto della squadra Mobile di Napoli che per ripartire da zero e per espiare sceglie l’UDIN.

Lui non si arrende mai, sempre pronto a dedicarsi anima e corpo alle indagini. È la punta di diamante della Squadra Mobile di Napoli, ma quando, per inseguire una pista, rimane coinvolto in una sparatoria insieme alla moglie Paola Montella (Laura Adriani) magistrato del Tribunale dei Minori e incinta, chiede il trasferimento all’Unità di Intervento dopo la perdita del bambino e dopo aver causato la morte del suo amico di infanzia Gennaro Russo, suo informatore e padre del piccolo Diego (Mario Di Leva). Lavorare di notte, però, non gli impedirà di continuare a indagare sulla banda della lancia termica, responsabile di tutto quello che gli è successo. Grazie a Diego, vispo con una forza vitale contagiosa scardinerà la sua vita e quella di Paola fino a farle rinascere.

Attorno a loro tre ruotano le vicende di tanti personaggi con le loro storie, fino a diventare un racconto collettivo. Infatti, come si dice in gergo Resta con me è un character-driven, ossia una serie fatta da personaggi che guidano le vicende: si parte con l'errore di un uomo, un brillante poliziotto che per iubris, involontaria arroganza ed eccessivo amore per il suo lavoro distrugge due famiglie e, per espiare, riparte da zero lavorando di notte con piccola squadra di pronto intervento dove appaiono tante storie umane.

Una Napoli notturna

C'è Napoli, liquida perché ci sono contrasti sociali che si mischiano e convivono, Napoli è una città porosa basata sul tufo dove c'è il mare e la parte sotterranea adatta per la storia dove c'è la ricerca di una banda che lavora sottoterra per svaligiare banche, come quella su cui indaga Alessandro e che fa da filo conduttore alla serie.

Una lavorazione di 8 mesi con tre anni di lavoro dove punti di riferimento sono stati Donatella Diamanti e Monica Vullo creando una serie multi genere dove le relazioni umane spiccano animando la serie con vicende corali, merito anche dal cast che mischia volti nuovi a quelli noti, animato da un gruppo di attori eterogenei che hanno rafforzato il tratto umano che potrebbe essere la caratteristica vincente di questa serie. C’è la possibilità che questi ingredienti potrebbero dare la possibilità a Scudieri e company si aggiunga alla galleria di beniamini della tv dove ci sono investigatori amatissimi tra commissari, investigatori, procuratori e questori che hanno dato vita a saghe cult.

La regista Monica Vullo non lo esclude e confessa che la speranza è quella, aspettando per scaramanzia i risultati. La Vullo non è napoletana ma conosce bene le tradizioni e la cultura napoletana vivendoci tre anni dai tempi della terza stagione de I Bastardi di Pizzofalcone. Per lei, è un gradito ritorno girare qui.

Il cast in una serie multi genere

Resta con me all’apparenza è un poliziesco procedural classico, man mano acquista mille sfumature e lambisce generi diversi dal family alla commedia, passando per il racconto sociale. E’ un arco di racconto lungo, che segue i protagonisti nel corso di un’indagine ma soprattutto li accompagna nella loro ricerca della verità di sentimenti fondanti come l’amore, l’amicizia, la famiglia e la solidarietà. I protagonisti della serie formano un coro mosso da un forte senso del dovere, impaurito dalla sofferenza, bisognoso di amore. Sono personaggi di varia età che hanno la necessità di ricostruire se stessi e una propria famiglia, fino a comporre un racconto sfaccettato.

“Io ho fatto molti polizieschi ma è diversa perché racconta tante storie dove sono racchiusi tanti generi. Devo ringraziare gli attori perché hanno portato i loro personaggi esattamente dove volevano andare. Hanno fatto qualcosa di miracoloso. Poi c'è Napoli che è raccontata con un’altra luce rispetto al solito, perché Napoli dalla mattina alla sera cambia totalmente. Farlo di notte è stata una sfida. Si mostra una città sempre in movimento e brulicante di vita senza mai perdere di vista il bello e la luce è secondo me il pregio di una serie che è un viaggio all’interno di una notte che è tutto tranne che realmente buia" dichiara Monica Vullo.

Accanto a Francesco Arca ci sono tre attori familiari a chi ama le serie girate a Napoli:  Antonio Milo e Arturo Muselli, rispettivamente il brigadiere Maione de Il Commissario Ricciardi, Donna Imma Savastano e Sangue Blu di Gomorra.

Milo interpreta il burbero, severo, ma empatico dal cuore generoso Salvatore Ciullo, agente dell’UDIN, l’Unità d’intervento notturna, mentre Muselli è Marco Palma il collega e amico d’infanzia di Alessandro, il quale non ha mai avuto le idee chiare su che cosa volesse diventare nella vita, ma si è lasciato trascinare dagli eventi.

La vera rivelazione di questa serie è Mario di Leva, il bambino che, dopo Mengoni, ha sicuramente conquistato il Festival di Sanremo. Figlio dell’attore Francesco Di Leva, Mario è sicuro di sé a suo agio con i giornalisti.

Stessi occhi del padre, faccia arguta e quel parlare con schiettezza che solo da piccoli si può fare. Se quella maglia del Napoli tenendo testa all’interista Amadeus l’ha fatto notare dal presidente De Laurentiis che subito lo ha invitato allo stadio per vedere la partita conoscendo quanto sia tifosissimo tanto che si può parlare di tutto ma tranne dello scudetto perché i temi sono prematuri, chissà quali altre strade gli apriranno le otto puntate in prime time su Rai1.

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