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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cultura

Forcella, perché si chiama così: storia e origini del quartiere napoletano

Nel quartiere sono presenti i resti della cinta muraria della vecchia Neapolis (“Porta Furcillensis”), un cumulo di pietre da cui risale l’antico detto napoletano: ”Sta' cosa s'arricorda 'o Cipp' à Furcella", per dire che è una cosa molto vecchia

Molti napoletani lo considerano il cuore pulsante di Napoli, un luogo di apparente divisione ma che in realtà accoglie le persone. Caratterizzato da forti criticità (in passato ha giocato un ruolo decisivo nelle logiche di camorra), Forcella è un crocevia di popoli e culture diverse. Da qualche anno il quartiere, così caratteristico per i suoi vicoli stretti e le antiche botteghe, sta vivendo una rinascita, un fenomeno di rigenerazione urbana e di cambiamento. Grazie a un programma di riqualificazione messo in campo dall’Associazione “L’Altra Napoli Onlus” sostenuta da UniCredit con il programma Made4Italy, denominato “Forcella alla luce del giorno”, si sta lavorando per un recupero e rilancio di quei beni artistici degradati che hanno bisogno di cura per tornare ai vecchi fasti, attirare turisti e coinvolgere la popolazione a partire dai più giovani. 

‘O Cipp' à Furcella

Forcella è situata precisamente tra i quartieri Pendino e San Lorenzo a ridosso di via Duomo e tra Spaccanapoli e il corso Umberto I, in quella che un tempo era la vecchia “Neapolis”. La sua storia ha, infatti, origini molto antiche che risalgono all’epoca greco-romana: a confermare ciò i resti presenti in loco della vecchia cinta muraria cittadina (“Porta Furcillensis”), un cumulo di pietre da cui risale l’antico e famoso detto napoletano: ”Sta' cosa s'arricorda 'o Cipp' à Furcella", per dire che è una cosa molto vecchia. Si pensa che anticamente il quartiere si chiamasse, però, in altro modo, “Regione Erculense”, perché qui un tempo sorgeva il Tempio di Ercole.

Da dove deriva il nome “Forcella”

Assodato che anticamente Forcella si chiamasse in altro modo, esistono diverse tesi sul perché oggi si chiami così. L’ipotesi più accreditata è che il quartiere prende il suo nome dalla biforcazione ad ipsilon (Y) in cui termina una delle antiche plateaie greche della città (i famosi decumani), quella che oggi è conosciuta in tutto il mondo come Spaccanapoli, e che ricorda le fattezze di una forcella. Duemila anni fa la strada che portava fuori dalla città attraverso la Porta Furcillensis (menzionata prima) si diramava, infatti, in due strade, assumendo la tipica forma ad “Y” di una forcella: una strada conduceva ad est, verso Ercolano, e l’altra scendeva in direzione del mare, verso le attuali Torri Aragonesi di via Marina.

Dal sacro al profano: le altre tesi sull’origine del nome

Secondo lo studioso Pietro Giannone, come riporta in “Istoria civile nel Regno di Napoli”, l’origine del nome Forcella deriverebbe dalle forche di giustizia che, un tempo, erano posizionate nella piazza principale del quartiere. Secondo altri l’origine risalirebbe alla presenza nel quartiere della Scuola pitagorica, il cui simbolo era la Y, lettera presente anche sull’antico stemma del seggio di Forcella. Secondo altri, ancora, risalirebbe al significato sacro legato alla biforcazione della strada che ha origine nell’antica struttura di “Neapolis”: quella Y, disegnata dalle due strade che si separano, pare, sia, infatti, un simbolo magico, rappresentativo della sacra creazione dell’Universo. E’ chiaro che, in un modo o in un altro, la storia di Forcella è legata indissolubilmente al simbolo Y, simbolo che in un’altra interpretazione ancora rappresenterebbe la metafora della vita: la lettera ricorda, infatti, un albero, dove il tronco simboleggia la fase embrionale dell’esistenza e la biforcazione indicherebbe il passaggio dall'adolescenza all'età adulta.

Dai Palazzi storici ai complessi religiosi: cosa vedere nel quartiere

Forcella è uno dei quartieri più belli ed attrattivi del centro storico di Napoli, e custodisce preziosamente numerose botteghe storiche e siti di grande interesse culturale che ogni anno attirano migliaia di turisti di tutto il mondo. Da Castel Capuano a Monte dei Poveri - Palazzo Ricca e Palazzo Cuomo, dal Teatro Trianon alla Chiesa di Sant'Agrippino a Forcella, dal Museo del Tesoro di San Gennaro a ilCartastorie - Museo dell'Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli, al Pio Monte della Misericordia, per citarne alcuni. Non solo palazzi storici e complessi religiosi, a Forcella risiedono anche due tra le pizzerie più antiche e buone della città: Trianon e Da Michele.

Il Murale di San Gennaro

Nel quartiere, a settembre 2015, è stato realizzato a Piazza Crocelle ai Mannesi il grande, e oramai famoso nel mondo, volto di “Gennaro”, omaggio al santo Patrono napoletano firmato dall'artista Jorit Agoch. L'opera di street art ha restituito alla città una versione contemporanea del volto di San Gennaro, ispirata - come lo stesso artista ha dichiarato - ad un suo amico, giovane operaio, scelto "per sciogliere la santità del Santo nel corpo del popolo partenopeo”. Il ritratto di Jorit, ispirato ai modelli caravaggeschi, è la prima opera nella storia dell'arte urbana ad aver ricevuto una benedizione dal parroco della Chiesa di San Giorgio Maggiore.

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