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Foto Chiara Di Martino

Foto Chiara Di Martino

La Fontana del Nettuno, la più “mobile” della città

La Fontana Medina è stata spostata sette volte da quando fu costruita nel 1600: oggi è a piazza Municipio

Nella sua storia, durata fino a oggi oltre 400 anni, si è fatta ammirare nei luoghi – ben sette - più belli del centro antico: la Fontana del Nettuno, che molti conoscono anche come fontana Medina, si trova oggi in piazza Municipio, davanti a Palazzo San Giacomo (sede del Comune). La direzione dei lavori che ne vide la nascita, porta la firma di Domenico Fontana: a volerla fu il Enrique de Guzmán, conte di Olivares. Quando fu realizzata, tra il 1600 e il 1601, fu collocata presso l’Arsenale del Porto. Qui però non aveva acqua a sufficienza così, meno di 30 anni dopo, fu trasferita al largo di Palazzo, quella che oggi chiamiamo Piazza del Plebiscito. Neanche la nuova collocazione ebbe fortuna, perché si riteneva intralciasse con le feste di piazza, così nel 1634 fu traslata a Santa Lucia, dove Cosimo Fanzago insieme ai figli l’abbellì con nuove sculture. Per dotarla di un approvvigionamento d’acqua costante, il nobile Cesare Carmignano – per intenderci, colui che ideò l’omonimo acquedotto cittadino aperto nel 1629 - ne progettò la nuova tubazione. Pochi anni dopo, nel 1639, fu deciso l’ennesimo spostamento. Dove? Nel cuore della Napoli Angioina, il Largo delle Corregge, su cui si affaccia la chiesa di San Gioacchino (la chiesa di San Diego all'Ospedaletto). Si tratta, in sostanza, dell’area tra attualmente occupata da piazza Municipio e via Medina, da cui, da quel momento, prese il nome.

I tumulti della rivolta di Masaniello, a metà del 1600, costarono alla Fontana del Nettuno numerosi danni e mutilazioni, fu perciò restaurata, ma di lì a poco anche il viceré Pedro Antonio d'Aragona la saccheggiò di alcuni elementi (statue e ornamenti, putti e gradini di marmo), circostanza che costrinse a un nuovo restauro e, probabilmente, a un nuovo spostamento – anche se di pochi metri - all’inizio della via del Molo: gli storici la segnalano in quegli anni all’altezza del palazzo Caravita di Sirignano, cioè all'inizio di via Medina. Per due secoli la Fontana del Nettuno ha potuto “riposare” nello stesso luogo finché, nel 1886, in vista dei lavori imposti dall’epoca del “Risanamento” – il maxi intervento urbanistico che interessò la città in seguito a una violenta epidemia di colera per risolvere il degrado che l’aveva causata: molti edifici e strade furono abbattuti per fare spazio alla nuova struttura del centro storico - fu rimossa e depositata nelle grotte sotto Pizzofalcone (in via della Pace, attuale via Domenico Morelli).

Una delle nuove piazze nate dal Risanamento – l’attuale piazza Nicola Amore – era destinata ad accoglierla, ma lì non arrivò mai. Nel 1898 riapparve in piazza della Borsa (attuale piazza Bovio, uno dei “pezzi” della città nati dal nuovo progetto urbanistico), dove è rimasta fino al 2000. L’anno dopo, a sorpresa, comparve nuovamente in via Medina. E da qui, pochi anni dopo, è stata restaurata e rimontata in piazza Municipio, dove si trova, come da progetto degli architetti Alvaro Siza e Eduardo Souto de Moura. Dalla forma circolare, la fontana è circondata da una balaustra con quattro gradinate diametralmente opposte. Ai lati quattro leoni da cui sgorga l'acqua, recanti tra le zampe lo scudo della città e del duca di Medina e di Carafa (aggiunti durante l’intervento di ampliamento di Cosimo Fanzago). Pietro Bernini progettò i mostri marini che versano l'acqua nella vasca centrale sottostante, adornata con delfini che cavalcano tritoni che a loro volta emettono acqua. Con il suo tridente Nettuno (opera di Michelangelo Naccherino), al centro, si erge su uno scoglio retto da due ninfe e due satiri con una coppa sulla testa.

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