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Cultura Torre del greco

L'Immacolata e Napoli, la storia dell'eruzione del 1861

La festa dell'8 dicembre è molto sentita alle pendici del Vesuvio. Nell'anno dell'unità d'Italia i cittadini di Torre del Greco fecero voto alla Madonna e la lava si fermò

La celebrazione dell'Immacolata Concezione è molto importante in tutto il mondo cattolico, ma alle pendici del Vesuvio questo appuntamento è particolarmente sentito. Forse perché, nel 1861 un voto alla Madonna Immacolata fermò la lava del vulcano. 

Per la Chiesa cattolica, l'8 dicembre ricorre l'anniversario della decisione di papa Pio IX, promulgata con bolla papale, di inserire nei dogmi quello che sancisce l'assoluta verginità di Maria, madre di Cristo, preservata dal peccato originale. Ricorreva l'anno 1854. 

Appena sette anni più tardi, pochi mesi dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia, in provincia di Napoli, leggenda vuole che la Vergine Maria si sia profusa in un miracolo. Siamo, per l'esattezza, a Torre del Greco e il Vesuvio, proprio a partire dall'8 dicembre, minacciava la popolazione con un'eruzione effusiva. Si formarono crepe e bocche dalle quali usciva lava anche a bassa quota. Si stimarono sollevamenti del suolo fino a 150 centimetri. 

A quel punto, i torresi si rivolsero alla Madonna Immacolata, da sempre oggetto di devozione da parte dei cittadini del Comune vesuviano. A Maria fu promesso di portare una sua raffigurazione in processione su un carro cerimoniale, qualora avesse fermato l'incedere devastatore della lava. 

Le cronache dell'epoca raccontano che il flusso si fermò all'improvviso e, per questo motivo, dal 1862, ogni 8 dicembre la processione si ripete in ricordo dell'evento miracoloso. Viene costruito un carro portato per la città da un centinaio di volontari tra la folla, seguiti dalla banda cittadina 

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